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Scultore
Luigi Preatoni
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Luigi Preatoni
Luigi Preatoni nasce a Novara nel 1845 e si forma inizialmente nella città natale. Nel 1871 ha l’occasione di trasferirsi a Roma, grazie alla vincita del pensionato del Collegio Caccia. Roma è la meta ambita e di passaggio di ogni artista, luogo dove studiare l’arte antica e migliorare le proprie capacità plastiche.
Lo scultore vive in un periodo di grande fermento politico, in un’Italia post-unitaria, ma soprattutto in una Roma divenuta da pochissimo Capitale del Regno. Viene così subito coinvolto, come molti altri artisti a lui contemporanei, nella realizzazione di monumenti e busti celebrativi.
Nel 1880 partecipa all’Esposizione di Torino con il busto in bronzo Umberto I Re d’Italia. Lavora inoltre alla realizzazione di due ritratti che sono oggi collocati nella Camera dei Deputati: il busto del Presidente del Consiglio Agostino De Pretis nel 1888, e quello del generale risorgimentale e fondatore del Corpo dei Bersaglieri Alessandro Lamarmora, eseguito l’anno seguente.
Nello stesso 1889 ottiene l’incarico di realizzare il busto di Mastro Giorgio da porre insieme alla serie di uomini illustri alla salita del Pincio. Nel 1898 presenta all’Esposizione di Torino il ritratto in bronzo del Generale Giacomo Durando, patriota italiano e Senatore del Regno d’Italia.
Durante la sua carriera lavora soprattutto il bronzo e la terracotta, prendendo parte a diverse rassegne nazionali: nel 1883 è presente all’Esposizione Nazionale di Roma con I fratelli di latte, l’anno successivo è a Torino con La Cristiana e Costume dell’Impero; nel 1885 partecipa all’edizione torinese con la statuetta in terracotta Lettera amorosa, e nel 1886 presenta la testa di bronzo Plautilla e la terracotta Seguace di Bacco che verrà poi fusa anche in bronzo. Nel 1887 prende invece parte all’Esposizione di Venezia con Testa romana.
Riceve inoltre commissioni private per monumenti funerari situati al Cimitero del Verano di Roma, e dedica la sua attività anche alla realizzazione di piccole statuette di genere, soprattutto soggetti femminili che testimoniano la moda di fine secolo, come Ballerina fischiata esposta nel 1891 all’Esposizione di Torino, Gentildonna con binocolo del 1888 o Fanciulla con ventaglio. Nel 1883 esegue un’opera di piccole dimensioni molto curiosa dal titolo Imene! Imeneo!. Lo scultore concentra la sua attenzione nei particolari merletti della veste, ma il lavoro solo all’apparenza è un soggetto femminile. Infatti la piccola statuetta in terracotta narra la storia di Imene, un giovane di estrema bellezza, personaggio della mitologia greca, che durante un rapimento di alcune ragazze ateniesi viene scambiato per una di loro e aiuterà le giovani fanciulle a liberarsi e a sconfiggere i malviventi. Lo scultore quindi rappresenta il momento in cui Imene è solo vestito da donna per sventare il rapimento, colto nell’atto di coprirsi il volto per velare la sua identità. Nella sua produzione scultorea l’artista si dimostra molto abile nella resa realistica dei soggetti e delle pose, infatti, per la scelta delle tematiche e per le capacità tecniche, la sua pratica si inscrive nel cosiddetto “realismo romantico” di fine Ottocento.
Emanuela Di Vivona
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.