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Pittore

Marco Benefial


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Marco Benefial

( Roma 1684 - 1764 )

Pittore

    Marco Benefial

    Secondo quanto riporta Giovanni Battista Ponfredi, allievo e poi biografo di Benefial, tra il 1698 e il 1703 il pittore fu allievo di Ventura Lamberti da Carpi. Purtroppo sappiamo molto poco della sua fase giovanile che ci è documentata da un unico disegno con il quale partecipò a un concorso dell’Accademia di San Luca. A partire dal 1711 lavorò al fianco di Filippo Germisoni per l’esecuzione di opere, che secondo il biografo suddetto, sarebbero da attribuire per intero al Benefial.

    Il pittore appare come una figura solitaria del panorama coevo romano data la difficoltà della critica di ricondurre l’operato alle correnti principali. Accade in questo modo che anche le opere più recenti non possano essere assimilate a una generica maniera marattesca, diffusa nei primi 20 anni del Settecento. Le lunette di Santa Maria delle Fornaci esemplificano la lezione che seppe apprendere dalla tradizione classicista e protobarocca, da Lanfranco e Andrea Sacchi.

    L’influsso di quest’ultimo, in particolare il suo operato nel battistero lateranense, venne reinterpretato in questa occasione dal Benefial secondo i principi di veridicità e di tradizione. Questo sincretismo portò la pittura di Benefial ad acquisire toni precursori neoclassici e realistici ottocenteschi.

    La critica recentemente lo ha definito come un instancabile sperimentatore, sempre attento alla ricerca di un compromesso tra il passato pittorico e la verità. Questo spiega l’unicità del suo operato e l’impossibilità di avvicendarlo a quello dei contemporanei.

    Ogni parte della sua produzione artistica è necessaria alla più complessa comprensione del suo intero percorso. La ricerca costante che lo caratterizza è testimoniata dalle tele di soggetto cristologico a Monreale, dalle opere dell’ospedale di San Gallicano a Roma, dalle storie di San Lorenzo per il Duomo di Viterbo e da Santa Margherita da Cortona nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli, a Roma.

    Dal 1718 affiancò Filippo Evangelisti in un sodalizio che durò fino al 1754. Ciò comportò un’errata attribuzione delle opere romane del Benefial all’Evangelisti. Questo non accade per i dipinti di altre città come ad esempio: il Miracolo di San Fiorenzo nella Collegiata di Fiorenzuola d’Arda, le Sibille di Palazzo Chigi Zondadari a Siena.

    Intorno al 1740 eseguì Assunta con i Santi Terenzio e Mustiola del Duomo di Pesaro e, uno dei suoi più grandi capolavori, il San Matteo battezza la regina di Etiopia in San Matteo a Pisa. Importanti sono anche le opere a carattere storico, mitico, nonché la serie dei ritratti compiuti per esponenti dell’aristocrazia.

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