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Mario Mafai


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Mario Mafai

( Roma 1902-1965 )

Pittore

    Mario Mafai

    Mario Mafai nasce a Roma nel 1902. Proveniente da una famiglia borghese, viene avviato agli studi scientifici, ma ben presto li abbandona per dedicarsi alla pittura. Nel 1922, inizia a frequentare la Scuola Libera del Nudo, dove due anni dopo conosce Scipione, con cui instaura subito una forte amicizia.

    La Scuola di via Cavour

    Nel 1925, incontra la pittrice e scultrice Antonietta Raphaël. Tra i due, si crea immediatamente un legame artistico ed affettivo. Insieme, danno vita al sodalizio che ha preso il nome di Scuola di via Cavour, dallo loro casa studio, che rappresenta un punto di incontro di molti artisti dell’epoca a partire dal 1927.

    La casa viene frequentata da pittori come Scipione e Francesco di Cocco, ma anche da poeti come Ungaretti, che sarà sempre molto vicino agli artisti della Scuola Romana e da influenti personaggi della critica coeva, come Libero De Libero che, dal 1935, dirigerà la Galleria La Cometa, altro punto di riferimento del gruppo.

    Gli sviluppi stilistici di Mario Mafai sono strettamente connessi alla maturazione dell’intero gruppo. Sempre nel cruciale 1927, dopo aver visitato la fondamentale mostra alla Pensione Dinesen di Cavalli, Capogrossi e Di Cocco, si dirige sempre di più verso un deciso espressionismo, che già condivideva con Antonietta Raphaël e con Scipione.

    La sua ispirazione all’antico non proviene, come per il gruppo Novecento, da un classicismo solenne e tradizionale, ma dalla dimensione spesso visionaria del Manierismo toscano o di artisti come El Greco, caratterizzati da quel cromatismo tormentato e da improvvise lumeggiature opaline. L’esordio di Mario Mafai avviene alla Sindacale del Lazio del 1929 con Tramonto e Tramonto sul Lungotevere, paesaggi espressivi e infuocati.

    Il soggiorno parigino e il distacco da Scipione

    In questo momento, è ancora molto legato al linguaggio di Scipione, da cui si allontanerà di lì a poco, dopo un’esperienza parigina con Antonietta Raphaël che lo fa avvicinare ad una sensibilità cromatica dall’indirizzo più tonale ed intimo.

    Su invito di Pier Maria Bardi, Scipione e Mafai espongono ancora una volta insieme alla Galleria di Roma, ma già si fanno più marcate le loro differenze: il primo adotta ancora una pittura sofferta e allucinata, che sembra quasi riflettere la malattia che lo porterà alla morte nel 1933. Il secondo, invece, smorza i colori incendiari e diventa un’artista del tono, degli accordi delicati ed introspettivi.

    La sua pennellata ondulata ed espressiva si riempie di lirico intimismo, distaccandosi del tutto ormai dal caro amico Scipione ormai scomparso.

    Mario Mafai: simbolo della Scuola Romana

    Dopo aver partecipato alla Quadriennale del 1931 con Ritratto di famiglia italiana, Composizione e Le case del Foro di Traiano, nel 1935 tiene una personale presso la stessa rassegna dove ottiene il primo premio. Vi espone le sue opere più significative, tra cui La lezione di piano, Testa di Miryam, Donne che si spogliano, Nudo in riposo, Fiori al sole e Gianicolo al tramonto.

    È proprio intorno alla metà degli anni Trenta, inoltre, che Mafai sviluppa una dimensione non solo riflessiva, ma anche critica nei confronti del regime e degli sventramenti architettonici che si stanno effettuando su Roma. Si tratta delle Demolizioni che presentano una pittura sempre più delicata e tonale e che vengono esposte in una personale a La Cometa nel 1937.

    Verso la fine degli anni Trenta, si allontana da Roma e va a Genova per proteggere Antonietta dalle persecuzioni razziali. Al termine della guerra, Mario Mafai è ormai riconosciuto come il maggior rappresentante della Scuola Romana. Espone in tutta Italia e in tutto il mondo: è presente alla Biennale del 1948 con la sua personale più importante e partecipa attivamente agli eventi organizzati dall’Art Club di Prampolini. Attivo fino alla fine, dopo una personale all’Attico di Fabio Sargentini, muore a Roma nel 1965.

    Elena Lago

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