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Pittore

Mario Moretti Foggia


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Mario Moretti Foggia

( Mantova 1882 - Pecetto 1954 )

Pittore

    Mario Moretti Foggia

    Biografia

    Nato a Mantova nel 1882 e formatosi inizialmente a Verona all’Accademia Cignaroli, Mario Moretti Foggia completa la propria educazione artistica a Milano, all’Accademia di Brera, dove entra in contatto con figure centrali come Mosè Bianchi, Cesare Tallone e Giuseppe Mentessi. L’esordio ufficiale avviene già nel 1902 alle esposizioni braidensi, seguito da riconoscimenti significativi nelle rassegne nazionali, tra cui Mantova nel 1905.

    I personali accenti divisionisti

    Attivo sia nel ritratto sia nella pittura di paesaggio, l’artista si distingue soprattutto per le vedute, inizialmente affrontate con sensibilità divisionista del tutto personale – fatta di piccoli tocchi e tasselli giustapposti e brillanti – e poi ricondotte a una stesura più ampia e tradizionale. I luoghi prediletti diventano presto Macugnaga e le sue piccole frazioni montane, destinate a segnare in modo duraturo la sua poetica, e la laguna veneziana. Intorno al 1906 soggiorna a Roma nello studio di Camillo Innocenti, esperienza che affina la sua attenzione al movimento, alla luce e alla resa delle figure femminili. Nello stesso periodo ottiene visibilità critica partecipando all’Esposizione del Traforo del Sempione, dove presenta Credenti.

    Il viaggio in Oriente e la maturità tra esposizioni e opere simboliste

    Nel 1908, grazie a una borsa dell’Istituto Franchetti di Mantova, Moretti Foggia intraprende un lungo itinerario tra Egitto, Turchia e Libano. Da questa esperienza nascono studi e dipinti caratterizzati da un forte interesse per la realtà quotidiana e per i costumi locali, che arricchiscono la sua tavolozza di accenti cromatici intensi e il suo repertorio di scene affollate da figure affascinanti ed esotiche.

    Rientrato in Italia, continua a esporre regolarmente: alle Biennali veneziane del 1920, 1924 e 1926 presenta opere come Nel campielo, Un cantuccioMadonna della neve e Compiacenze materne. Parallelamente partecipa a importanti mostre milanesi, tra cui quella del 1925 con Danza della Circassa, realizzato nel 1915 come memoria del soggiorno turco. Di questo periodo è anche la riflessiva tela Solo nel silenzio bianco, datata 1925 e caratterizzata da una trattazione simbolica e lirica della montagna innevata, luogo prediletto della ricerca pittorica di Moretti Foggia.

    Seguono presenze a Firenze nel 1927 con Vera e Sole invernale, mentre la Galleria d’Arte Moderna di Milano conserva il celebre Trittico del Re Magi. Accanto ai soggetti orientalisti, restano centrali le vedute della montagna piemontese a Macugnaga e a Pecetto, con la caratteristica chiesa della Madonna dei Ghiacciai; i paesaggi del Lago di Lecco, del Lago Maggiore e dipinti come Ultimi tepori. Apprezzato anche a Londra e Parigi, Moretti Foggia prosegue l’attività espositiva fino agli anni Quaranta, spegnendosi a Pecetto di Macugnaga nel 1954.

    Elena Lago

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