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Mauro Reggiani


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Mauro Reggiani

( Nonantola 1897 - Milano 1980 )

Pittore

    Mauro Reggiani

    Reggiani Mauro nasce a Nonantola (Modena) l’11 agosto 1897 e muore a Milano il 20 maggio 1980.

    Dal 1911 al 1919 studia presso il Regio Istituto di Belle Arti di Modena poi si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove conosce Marino Marini. Al 1922 risale la sua prima esposizione, quella alla Mostra Nazionale del Comune di Livorno. Nel 1924 si trasferisce a Milano. E’ in contatto con gli artisti di Novecento, in particolare con Funi, Marussig e De Grada, ed espone nelle mostre del movimento sia in Italia sia all’estero.

    Nel 1924 è presente alla XX Triennale d’Arte Applicata di Modena e alla Permanente di Milano. Nel 1925 è per la prima volta a Parigi, dove conosce l’opera di Cézanne. Nella capitale francese torna nel 1930, questa volta per approfondire lo studio di Kandinskij, Ernst, Arp e Magnelli. La produzione del biennio successivo è dedicata quasi esclusivamente alle nature morte.

    Nel 1932 trascorre l’estate con Atanasio Soldati e il gallerista e pittore Gino Ghiringhelli. Dalle conversazioni con i due artisti nasce il ripensamento che lo porta a scegliere la via dell’astrazione. Nel 1934 partecipa alla Prima Mostra dell’Astrattismo Italiano che si tiene presso la galleria Il Milione. Nel 1935 è presente alla I Mostra Collettiva di Arte Astratta Italiana allestita nello studio di Paulucci e Casorati a Torino e con Licini, Melotti e Fontana entra nel gruppo parigino Astraction-Création.

    Nel 1937, in dubbio per le feroci polemiche suscitate dall’arte astratta, ritorna per un breve momento al figurativo. Dal dopoguerra e fino alla morte la sua opera è tutta improntata alla ricerca sull’astratto. Moltissime sono le mostre a cui partecipa in Italia e all’estero. Affianca all’attività di pittore quella di insegnante in diverse Accademie. Muore a 83 anni.

    E’ un pittore che muove i primi passi nell’ambito del realismo di matrice ottocentesca, per passare poi alle forme più sintetiche del generale ritorno all’ordine degli anni ’20. Evidente intorno alla metà del decennio è l’influenza di Cézanne, di cui ha conosciuto l’opera durante un viaggio a Parigi. Le nature morte dei primi anni ’30 sono improntate alla ricerca della resa tonale e della strutturazione dei piani.

    Passato all’astratto a partire dal 1933 raggiunge la maturazione del proprio stile a partire dal 1935 creando forme geometriche pure prive di valori simbolici. Tranne una breve parentesi, la ricerca sulle forme geometriche pure prosegue ininterrotta fino alla morte.

    Tra le opere giovanili ricordiamo Nonna Regina sul letto di morte (1920). Del 1925 è Natura morta. Al 1928 risale Paesaggio con case. Dal 1934 le sue opere sono distinte dal titolo Composizione e dall’anno seguito da una numerazione progressiva. Suoi lavori sono conservati alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, al Museo d’Arte Moderna di Torino e alla Pinacoteca di Brera.

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