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Michelangelo Giarrizzo


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Michelangelo Giarrizzo

( Piazza Armerina (Enna) 1842 - ? )

Pittore

    Michelangelo Giarrizzo

    Architetto meridionale, nato in una famiglia di artisti in Piazza Armerina il 21 maggio 1842. Di tenera età formava già l’ammirazione dei ricchi del suo paese per la facilità e la destrezza con cui disegnava.

    Si racconta anche, che aiutando un giorno suo padre che decorava la volta di una chiesa, ed essendo solo, egli tracciò sulla volta stessa col gesso una quantità di screpolature che molto spaventarono e suo padre e i preti del Capitolo.

    Alla età di 13 anni la sua famiglia lo mandò, coi pochi mezzi disponibili, sotto Saverio Marchese a Castrogiovanni, quindi per volontarie contribuzioni dei suoi concittadini, egli si recò a Palermo e con una pensione rilasciatagli dal conte Tesca potè studiare sotto il Di Giovanni, il Fichera e il Daita.

    Voleva essere ammesso alla Scuola Scenografica del celebre Giovanni Lentini (ora al manicomio di Palermo) ma non lo potè, essendo il Lentini gelosissimo dell’arte sua.

    Dedicatosi corpo e anima alla Architettura, concorse a 16 anni alla R. Gara di perfezionamento di Roma, ma fu vinto dall’architetto Patricolo di lui più innanzi negli studi; nonostante, fattosi conoscere, ebbe diversi incarichi, fra gli altri quello rilasciatogli da Monsignor Gravina per i disegni originali della rinomata opera “L’illustrazione del Duomo di Monreale” che trovansi presentemente nel Museo Reale di Londra.

    Per 6 anni consecutivi disegnò, dipinse scene e fece decorazioni di ogni sorta a Palermo e in altre città della Sicilia.

    Avendo il Lentini, che dipingeva le scene del maggior teatro di Palermo dato segno di allucinazione mentale, il Giarrizzo gli successe, e quindi poco dopo si ritirò dedicandosi al concorso d’Architettura, che doveva aver luogo nel seguente anno.

    Vinse il concorso di Architettura ottenendo l’ottimo assoluto, e pensava con gioia allo studio che avrebbe fatto per sei anni sui monumenti.

    Il 1° ottobre 1865 cominciò a godere della pensione, e si dedicò allo studio suo prediletto, finchè scoppiata la guerra, nel successivo anno dovette recarsi a Torino per obbligo di leva.

    Ritornato a Palermo gli furono fatte premure perchè accettasse di dipingere le scene per la stagione invernale, ma, per invito del Governo, partì per Napoli dove oltre alcuni studi fatti sugli avanzi monumentali di Pompei illustrò i monumenti di Pietro Toledo, Galeazzo Pandano e fece un mirabile restauro sull’arco trionfale di Alfonso d’Aragona.

    Liberata Roma vi si recò e si dedicò allo studio dei monumenti classici, ma l’applicazione indefessa lo faceva deperire di salute, sicchè fu costretto a ritornare in patria: dove fu prescelto alla scuola d’Ornato e d’Architettura elementare della R. Università in qualità d’assistente.

    Gli fu affidato pure l’insegnamento del disegno nella Scuola tecnica e nella Scuola superiore femminile.

    Fra gli innumerevoli lavori dal Giarrizzo eseguiti, citiamo due grandi “Album d’Ornato”, uno a contorni l’altro a chiaroscuro che, pubblicati nel 1873, furono adottati in tutte le scuole della Sicilia ed in alcune del continente; fu l’unico artista non milanese che fosse premiato ambedue le volte nei concorsi pel “Monumento delle Cinque giornate in Milano” per la incontrastabile perfezione del lavoro, che rivaleggia coi più famosi e simili monumenti antichi.

    Una quantità di suoi disegni, dipinti, matite e acquarelli sono sparsi ovunque e tutti provano chiaramente come egli sia uno dei più forti disegnatori in Italia. Modesto quant’altro mai, mena una vita tranquilla tutto occupato nelle sue tre scuole, dalle quali ritrae la sua sussistenza.

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