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Decoratore, Scultore

Napoleone Martinuzzi


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Napoleone Martinuzzi

( Murano 1892 - Venezia 1977 )

Decoratore, Scultore

    Napoleone Martinuzzi

    Quotazioni di Napoleone Martinuzzi

    Le sculture in terracotta di Napoleone Martinuzzi, rare sul mercato, hanno una stima tra i 2.000 euro e i 6.500 euro.

    Molto più presenti sono le sculture in vetro soffiato, che partono dai 1.500 euro e possono anche superare i 20.000 euro e raggiungere cifre alte a seconda della qualità e della fattura.

    Vasta e varia è la produzione di Martinuzzi, perciò queste stime sono puramente indicative e sono molti i fattori che possono influenzarle. Contattateci e inviateci una foto della vostra opera per riceverne una valutazione accurata e gratuita.

     

    Biografia

    Napoleone Martinuzzi nasce a Murano nel 1892 in un’antica famiglia di vetrai che lo avvia fin da ragazzo allo studio dell’arte del vetro. Frequenta la Scuola Libera del Nudo a Venezia, divenendo allievo di Antonio Dal Zotto.

    Gli esordi simbolisti

    Vicino all’ambiente secessionista veneziano inizia ad esporre nel 1909, ispirandosi al linguaggio di Arturo Martini senza giungere al primitivismo dello scultore. L’anno seguente si trasferisce a Roma, dove resterà fino allo scoppio della Grande guerra. Qui frequenta lo studio di Angelo Zanelli. Nel 1914 prende parte alla Secessione romana con Bagliori e La neve, sculture di indirizzo simbolista. Torna a esporre all’edizione successiva Risveglio. Nel 1920 partecipa alla Biennale di Venezia con Ritratto di Bortolo Sacchi e Ritratto di Anglo Cadrone.

    Napoleone Martinuzzi: tra scultura e arte del vetro

    Negli anni Venti prosegue parallelamente la carriera scultorea e vetraia, mantenendo la tradizione di famiglia. Tra il 1922 e il 1932 dirige inoltre il Museo del Vetro di Murano, e diviene direttore di alcune ditte di vetri soffiati come la Venini & C.
    Torna a esporre nel 1926 con Canefora e Lampadario di vetro ametista. All’edizione successiva presenta Bagnante, Riposo e un Vaso di vetro eseguito dalla V.S.M. Venini & C. Sviluppa una linea decorativa di stile art déco sia nella produzione scultorea che nel vetro. Le protagoniste femminili sono modellate secondo una linea morbida e naturalistica, paiono moderne Veneri che fondono la monumentalità arcaica con la linea decorativa.
    Realizza diverse sculture nei giardini e per le stanze del Vittoriale di Gabriele D’Annunzio, per il quale eseguirà anche alcuni oggetti in vetro soffiato.

    Nel 1930 presenta alla Biennale di Venezia Testa virile, Maschera di Michelangelo, L’uomo del grano e L’agricoltura; mentre l’anno successivo partecipa alla Quadriennale di Roma con il gesso La donna del circo, attraverso il quale emerge ancora il suo legame con la scultura di Arturo Martini, ma la linea si articola secondo sinuosità e morbidezze differenti.

    “Vetri Artistici e Mosaici Zecchin Martinuzzi”

    Nel 1932 fonda insieme a Vittorio Zecchin la società “Vetri Artistici e Mosaici Zecchin Martinuzzi” nella cui produzione mescolano arte del vetro e decorazione. Sempre 1932 espone alla Biennale di Venezia Peccatrice, caratterizzata da un decorativismo meno marcato e un ritorno a una dimensione primitiva. Prende parte nel 1935 alla Quadriennale di Roma con Testa di donna, e vi torna all’edizione successiva del 1939 con Eva e Pugilatore. Nel 1941 partecipa alla Sindacale fascista di Milano con Ritratto Signorina N. C., e nel 1943 presenta Donna al mare e Torso di donna alla Quadriennale di Roma.
    Dagli anni Cinquanta in poi lavora prettamente nel campo del vetro allontanandosi dalla scultura. Si spegne a Venezia nel 1977.

    Emanuela Di Vivona

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