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Pittore

Nino Bertoletti


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Nino Bertoletti

( Roma 1889 - 1971 )

Pittore

    Nino Bertoletti

    Nino Bertoletti nasce a Roma nel 1889. A quindici anni già intraprende la strada della pittura, frequentando gli artisti e gli insegnanti della rivista “La Casa”, cui collabora per diversi anni con la pubblicazione di disegni in bianco e nero. Nel 1905, compie un viaggio in Germania, dove rimane affascinato dalle tendenze secessioniste e simboliste. Da questa prima esperienza giovanile nasce il dipinto Cleopatra, che rivela una breve, ma efficace incursione in tematiche perturbanti, che torneranno più in là negli anni, nel periodo della Secessione romana.

    Gli esordi: tra tendenze espressioniste e simboliste

    Inizia ad esporre soltanto dopo il diploma in ragioneria: il suo esordio infatti avviene alla Mostra Nazionale di Rimini del 1909, in cui presenta il dipinto Primo Verde. Le iniziali prove del giovane pittore racchiudono due tendenze principali: l’adesione alla tecnica divisionista, ma anche una spiccata vena espressionista, che subito lo pongono al di fuori di schemi e maniere accademiche. Nel 1910, partecipa alla Mostra degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma con un Paesaggio, mentre l’anno successivo, all’Esposizione Nazionale presenta una Gondola.

    In queste prime manifestazioni pubbliche, la pittura di Nino Bertoletti si mostra ancora acerba, ma si spoglia delle prime asperità e diviene più matura già con la partecipazione alla Secessione romana del 1913, in cui presenta un Ritratto. Una forte sensibilità Simbolista emerge dalle opere di questi anni, soprattutto nell’osservazione degli esiti liberty di Giulio Aristide Sartorio, di cui si trova un riscontro nei disegni presentati alla Secessione romana del 1915.

    Villa Strohl-Fern

    Già dal 1913, il pittore prende uno studio in Villa Strohl-Fern, ambiente che lo coinvolge ancor di più nel clima artistico e culturale della brillante Roma degli anni Dieci. Proprio qui, infatti, conosce la pittrice Pasquarosa Marcelli, che diventerà sua moglie nel 1925. Negli anni passati nell’ambiente magico e entusiasmante di Villa Strohl-Fern, Bertoletti anima i suoi paesaggi di tinte accese e di pennellate piene e sintetiche. Si tratta di un periodo di forte sperimentazione espressionista, che si interrompe con l’entrata dell’Italia in guerra. Riprende ad esporre nel 1918 alla mostra “Bimbi e fiori” di Palazzo delle Esposizioni, per poi partecipare alla Biennale romana del 1923.

    Il Caffè Aragno e il classicismo

    Il periodo postbellico segna un’importante svolta nella poetica del pittore. Dal compendiario e gioioso espressionismo giunge ad un formalismo più equilibrato e solenne, che risponde alla perfezione alle esigenze di ritorno all’ordine che si diffondevano tra le pagine della rivista “Valori Plastici” di Mario Broglio. Negli anni Venti, frequenta, insieme alla moglie, la terza saletta del Caffè Aragno e, nel decennio successivo, intrattiene una fitta e lunga corrispondenza con Giorgio De Chirico, conosciuto in occasione di un viaggio a Parigi del 1929.

    L’anno precedente, aveva partecipato alla Biennale di Venezia con Bagnanti presso il Mar Tirreno, opera che segna la definitiva adesione ad un classicismo emozionante che studia e riprende la tradizione di Cinquecento italiano. Il cromatismo di Tiziano, fatto rinascere nelle linee novecentesche, emerge dal Nudo della mostra del 1929 alla Galleria Pesaro “Artisti Italiani Contemporanei”.

    Nel 1930, tiene una personale alla Sindacale romana in cui dimostra come il classicismo si sia infine unito ad una resa cromatica personale, fatta di piccoli tasselli che costruiscono immagini, come la Figura per affresco, il Ritratto di Telesio Interlandi, Nudo e Casa rosa. Negli anni Trenta, a tratti il colore ritorna espressivo e veloce, come nelle opere Saltimbanchi, Testa, Mia madre della Quadriennale del 1935, a tratti, invece, rimane pulito e limpido, come nella Figura femminile e negli Acrobati della Quadriennale del 1939. Verso gli anni Quaranta e Cinquanta, la sua pittura si fa più compendiaria ed intima. Attivo fino alla fine, Nino Bertoletti muore nella sua Roma nel 1971.

    Elena Lago

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    Opere di Nino Bertoletti


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