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Ottorino Bicchi


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Ottorino Bicchi

( Livorno 1878- Egitto 1949 )

Pittore

    Ottorino Bicchi

    Ottorino Bicchi nasce a Livorno nel 1878 ed è fratello del più famoso Silvio. Entrambi si formano a Firenze, allievi di un ormai anziano Giovanni Fattori ed entrambi si possono definire artisti viaggiatori. Silvio si sposta prima tra diverse capitali europee e poi negli Stati Uniti, ottenendo un rapido successo attraverso una pittura che unisce l’impostazione macchiaiola ad un post Impressionismo dal tratto disegnativo molto affine a quello di Tolouse-Lautrec. Poi però, rientra in Italia, partecipando a numerose esposizioni nazionali, compresa la Biennale di Venezia.

    La formazione post macchiaiola

    Ottorino Bicchi parte dalla stessa formazione del fratello e condivide con lui la simile scelta di un linguaggio verista, sensibile all’interpretazione di scene tratte dalla quotidianità, dalla vita domestica, dall’intimità familiare, ma anche dalla difficoltosa realtà urbana degli ultimi. Attraverso il pastello, l’olio e l’incisione, nel corso degli anni, diviene un abile, rapido e acuto narratore di una verità senza filtri. La luce rappresenta uno dei punti focali della sua poetica: le attribuisce la missione di conferire volume e pienezza alle figure, trattate seguendo una tendenza di matrice post macchiaiola dal segno grafico sicuro e moderno e dal cromatismo agile ed acceso.

    L’esotismo: il trasferimento ad Alessandria d’Egitto

    Rispetto a suo fratello, si hanno pochissime testimonianze dell’attività pittorica ed espositiva di Ottorino Bicchi in Italia. All’inizio del Novecento, infatti, insieme ad Arturo Zanieri (come lui di formazione fiorentina e macchiaiola) prende la strada dell’Africa settentrionale, stabilendosi in Egitto fino alla fine dei suoi giorni.

    È, infatti, ad Alessandria d’Egitto che Bicchi costruisce definitivamente la sua carriera pittorica, dedicandosi alla rappresentazione di un orientalismo estremamente sciolto e luminoso. Se nella produzione italiana si era dedicato alla raffigurazione di Viandanti, marinai con Issa la vela e di situazioni campestri di memoria fattoriana come Verso il lavoro (i buoi), in nord Africa, si consacra ad una narrazione fitta, coinvolgente e disinvolta dei costumi e delle usanze locali, attraverso vivide e luminose tranche de vie, ma anche intensi ritratti, soprattutto a pastello.

    Negli anni Venti si impegna nella realizzazione di un progetto per l’apertura di un’Accademia di Belle Arti ad Alessandria d’Egitto, che viene infine inaugurata nel 1929. Da questo momento in poi, la carriera di Ottorino Bicchi è indissolubilmente legata all’istituto da lui creato, che dirige dagli anni Trenta, fino alla sua morte, con la sola interruzione della seconda guerra mondiale, quando rientra per qualche tempo in Italia. Molti artisti egiziani si sono formai nell’Accademia da lui fondata, che ha sicuramente cambiato le sorti della produzione artistica locale. Attivo fino agli ultimi giorni, muore ad Alessandria nel 1949, a settantuno anni.

    Elena Lago

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    Opere di Ottorino Bicchi


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