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Paolo (Paul) Troubetzkoy


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Paolo (Paul) Troubetzkoy

( Intra 1866 - Suna 1938 )

Scultore

    Paolo (Paul) Troubetzkoy

    Quotazioni di Paolo Troubetzkoy

    I bronzi di buone dimensioni e di soggetto interessante di Paolo Troubetzkoy hanno quotazioni tra i 18.000 euro e i 35.000 euro, ma naturalmente le opere eccezionali raggiungono anche cifre superiori.

    I gessi, invece, oscillano tra i 2.000 euro e i 7.000 euro.

    Si tratta di stime del tutto orientative: diversi elementi contribuiscono alla quotazione di un’opera, tra cui le dimensioni, il soggetto, lo stato di conservazione, la tecnica, la fusione. Inviateci una foto della vostra scultura di Paolo Troubetzkoy per ricevere una stima personalizzata.

    Biografia

    Paolo Troubetzkoy nasce nel 1866 a Intra, una frazione del comune di Verbania, sulle coste del Lago Maggiore. Il padre è un nobile russo e la madre una cantante americana, suo fratello maggiore un ritrattista appartenente alla scapigliatura. Cresce quindi in un clima culturale molto stimolante. La famiglia si stabilisce nella celebre Villa Ada presso Ghiffa, sempre sul Lago Maggiore. I genitori sono mecenati e collezionisti, e in questo luogo ospitano numerosi artisti esponenti della Scapigliatura lombarda come Tranquillo Cremona, Giuseppe Grandi e Daniele Ranzoni. Quest’ultimo è uno dei pittori che i genitori sostengono maggiormente e che in questo periodo fornisce lezioni di disegno ai due fratelli. Nel 1884 Paolo Troubetzkoy si trasferisce poi a Milano frequentando gli studi di Donato Barcaglia ed Ernesto Bazzaro. Ma la sua formazione avviene specialmente come autodidatta. Ama infatti osservare il vero, iniziando dal mondo animalier per poi spostare la sua attenzione sulla ritrattistica umana. 

    Il vibrante dinamismo scapigliato e l’indeterminatezza del reale

    Il suo esordio espositivo è attestato a Brera nel 1886 con Cavallo, poi l’anno successivo è presente alla Biennale di Venezia con tre opere Nella stalla, Bue ed Elefante. Lo studio del vero è testimoniato dall’attento e dolce sguardo con cui realizza lavori come Impressione dal vero e due Ritratti esposti alla Biennale veneziana del 1895. La prima opera menzionata raffigura un padre con in braccio una bambina, dai tratti veloci e sintetici. Nel 1896 alla Festa dell’Arte e dei Fiori di Firenze partecipa con Signorina e Ragazzo. Nel 1898 prende parte invece all’Esposizione di Torino con tredici lavori tra cui citiamo Soldato a cavallo, Dopo il ballo, Ritratto di signore seduto, Ritratto di signora e Gruppo dal vero, quest’ultimo una tenera scena di una mamma e una bimba avvolte da un abbraccio delicato ed intimo. Infatti l’artista preferisce raccontare attimi di quotidianità velati da una malinconia che collega come un fil rouge la sua produzione.

    Le sue sculture sono animate dall’interno da una particolare vitalità e da un dinamismo che rende vibranti di luce le figure. Il suo modellato è fortemente influenzato dalla pittura evanescente di Daniele Ranzoni, e cerca di ricreare la fusione tra figura e atmosfera che ricalca anche il non-finito di Auguste Rodin.

    I ritratti dell’alta società: la partenza per la Russia e i viaggi in Europa

    Nel 1898 l’artista decide di trasferirsi in Russia poiché ottiene la cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti di Mosca. L’anno seguente conoscerà Lev Tolstoj di cui diverrà un grande amico e di cui realizzerà una serie di ritratti. Uno dei busti viene esposto alla Biennale di Venezia del 1899 insieme a Madre col bambino, Al pascolo, Esquimese e Calesse russo. Un secondo Ritratto a cavallo di Leone Tolstoi viene presentato all’edizione successiva della Biennale, insieme a Cavallo con puledro, Esquimese con cani e renna e Ragazza. Nel 1901 vince inoltre la gara per la realizzazione del monumentalo allo zar Alessandro III.
    Nel 1905 la situazione in Russia non è molto stabile, vi è la guerra russo-giapponese e scoppiano i primi moti rivoluzionari, quindi lo scultore prende la decisione si spostarsi a Parigi, ma prima si ferma in Finlandia e a Milano. Frequenta anche Londra dove conosce John Singer Sargent e realizza il ritratto di George Bernard Shaw.

    I soggetti americani e il successo espositivo

    Nel 1906 prende parte all’Esposizione di Milano con dieci lavori trai quali Figurina di donna, Riposo, Mucca e vitello, Ragazzo e cane e Beduino con cammello. La sua indole da viaggiatore lo porta in California durante la Prima guerra mondiale, stabilendo il suo studio ad Hollywood. Qui esegue diversi ritratti dei personaggi legati al cinema, ma anche di nativi americani. Durante questo periodo in trasferta continua comunque a partecipare ad alcune esposizioni italiane, presentando lavori eseguiti nel soggiorno americano. Infatti alla Prima mostra della Secessione romana del 1913 viene allestita una personale di settantotto lavori tra i quali possiamo menzionare S.ra Rockfeller, I figli del signor Crane, Angelina in piedi e cane, Marchesa Casati, Bar.ssa Robert Rotschild, Boldini, Ritratto della Signorina Vanderbilt, Levriere coricato, Cow-boy a cavallo, Cane sdraiato, Rodin, Indiano in piedi, Indiano a cavallo e Monumento a Dante.

    Nel 1921 rientra a Parigi e lavora a diversi monumenti ai caduti italiani, specialmente durante i suoi soggiorni nella casa di proprietà sul Lago Maggiore.

    Nel 1922 lo troviamo alla Biennale di Venezia con cinquantatré opere tra le quali Ballerina russa, Cow Boy a cavallo che s’impenna, Capo indiano a cavallo, Bisonte, Lupo sdraiato, Bambina che abbraccia il cane, Gabriele D’Annunzio e Principessa Odescalchi, caratterizzate sempre dalla sua linea sintetica ed evanescente.

    L’artista continua a scolpire e a spostarsi incessantemente fino alla morte avvenuta nel 1938, a causa di una grave anemia, dopo essere tornato stabilmente in Italia nel 1932.

    Emanuela Di Vivona

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