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Pittore

Paolo Vetri


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Paolo Vetri

( Castrogiovanni 1855 - Napoli 1937 )

Pittore

    Paolo Vetri

    E’ figlio di Francesco e di Maria Notaro. Fin dall’infanzia si mostrò proclive al disegno: egli riproduceva con vera passione tutto quanto capitava sotto il suo sguardo specialmente disegni e quadri. Questa precoce tendenza fu subito nota in paese ed il consiglio comunale votò in suo favore una pensione mensile di cinquanta lire.

    Con questo tenue sussidio il giovanetto appena dodicenne, fu condotto a Napoli dal dottore Colajanni, amico di famiglia, il quale lo condusse allo studio di Domenico Morelli che, colpito dallo sguardo franco e leale del fanciullo, ebbe per lui una predilezione che in seguito non venne mai meno. Così gli permise di esercitarsi, nel suo studio, nella riproduzione dei frammenti di gesso, mostrandoglisi largo di consigli e di ammaestramenti.

    Il grande artista aveva ispirato fin dalle prime, nell’animo del giovanissimo Vetri, una viva impressione e simpatia, che si tramutarono poi in una sincera venerazione, che tenne sempre legato il discepolo al maestro. Il Vetri seguì i consigli del Morelli con grande docilità e con scrupolosa coscienza e per ben tre anni consecutivi non fece altro che disegnare; senza mai farsi vincere dalla tentazione di prendere un pennello.

    La lunga e sapiente scuola contribuì potentemente a far di lui un conoscitore perfetto del disegno, e questa è rimasta, tra le ottime doti artistiche del Vetri, una delle più preziose. Il Vetri frequentò anche l’Istituto di Belle Arti e nella scuola di pittura, diretta allora da Domenico Morelli, questi gli permise soltanto di disegnare ritraendo dal vero, ma non di dipingere.

    Ebbe a compagni di studio Luigi Fabron, Vincenzo Migliaro, Antonio Mancini ed altri. A diciott’anni prese parte ad un concorso, bandito a Palermo, per la pensione governativa di pittura e ne risultò vincitore. Indi eseguì ed espose alla Mostra della Promotrice Salvator Rosa, nel 1871, il suo primo quadro ad olio dal titolo: “Un nuovo menestrello”.

    Il quadro raffigurava una mezza figura a grandezza naturale. Trovasi in casa del barone Beneventano. Alla Mostra della Promotrice del 1875 un suo dipinto, “Museo”, in cui si vedevano due giovani visitatrici del Museo Nazionale di Napoli, intente ad osservare parecchie mummie, destò una viva ammirazione per l’arditezza del disegno e la morbidezza e vivacità del colore. In quella del 1876, “Un fior nascosto” e “Disegni a penna”, furono acquistati dal comm. Girolamo Maglione.

    In quella del 1879, “Pastorella del Cairo” (acquarello) richiamò molto l’attenzione dei cultori di arte, che non sapevano se ammirare di più la finezza del disegno o la bellezza del colorito. Fu venduto a Parigi. Nella Mostra del 1885, “Il segreto” fu acquistato dalla società e toccò in sorte al barone Gaetano de Angelis. Il Vetri ha presentato parecchi lavori anche alla Esposizione Artistica Indipendenti, tenuta in Roma nel 1911.

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    Opere di Paolo Vetri


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