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Pittore

Paolo Vincenzo Bonomini


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Paolo Vincenzo Bonomini

( Bergamo 1757 - 1839 )

Pittore

    Paolo Vincenzo Bonomini

    Nacque a Borgo Canale nel 1757. Apprese i primi rudimenti del mestiere dal padre Paolo Maria, ritrattista riconosciuto nell’ambito locale. Non seguì le orme del genitore, ma si occupò perlopiù di decorazione di interni. Un esempio si rintraccia nella decorazione di Villa Vertova Ambiveri di Seriate, che costituisce la prima opera attribuibile a Paolo Vincenzo.

    Affiancò, in questa e in altre occasioni, il freschista Carlo Rancilio, un artista piuttosto mediocre. Lavorò agli ornati di sale della villa Tacchi di Scano al Brembo e nell’Oratorio delle Confraternite a Cologno al Serio. Per Villa Lochis di Bonate portò a termine le Quattro Stagioni che dovevano fungere originariamente da sovrapporte e che attualmente si trovano all’interno di una collezione privata.

    Nel 1797 portò a termine i lavori presso la villa Agliardi di Sombreno affrescata con figure allegoriche, satiri, personificazione della rivoluzione francese e del regime austriaco. Il ciclo pittorico sarà portato a termine solo nel 1815. In concomitanza dei lavori eseguiti a Sombreno lavorò nella villa Milesi Locatelli a Villa d’Almè mentre gli affreschi e le tele del Museo Donizetti a Bergamo sono attribuibili al 1802.

    Tra il 1800 e il 1804 lavorò a una serie di tele attualmente considerate il capolavoro dell’artista. Si tratta dei Macabri della parrocchiale bergamasca di Santa grata ad Vites in Borgo Canale. I 6 pannelli raffigurano scheletri viventi nei panni di: un Contadino a riposo, il Tamburino della Guardia Nazionale, il Falegname in cammino, i Frati, gli Sposi e il Pittore.

    Il ciclo pittorico non è da considerare una danza macabra quanto un memento mori destinato agli abitanti di Borgo Canale che, secondo quanto riportato, avrebbero potuto riconoscere negli scheletri alcuni compaesani. All’interno dell’Album Guasconi è conservato il progetto di decorazione per la volta del Teatro Sociale di Bergamo. Oltre a quest’ultimo, l’album conserva centinaia di disegni a penna e acquerelli di Bonomi che lo donò ad Antonio Guasconi dopo il quale pervenne alle raccolte civiche del Comune di Milano.

    I disegni conservati nell’album perlopiù fanno riferimento alle decorazioni delle ville e delle case del territorio bergamasco, sono tutti i più o meno determinabili grazie alla data riportata o a una ricostruzione deducibile dalla biografia dell’artista. Dopo la sua morte avvenuta a causa di una polmonite nel 1839, Bonomini cadde nell’oblio quando nel 1922 venne riconsiderato. Stimolò l’entusiasmo dei critici che tuttora lo considerano una delle voci più libere della fase neoclassica italiana.

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