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Pier Celestino Gilardi


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Pier Celestino Gilardi

( Campertogno 1837 - Borgosesia 1905 )

Pittore

    Pier Celestino Gilardi

    Pier Celestino Gilardi ebbe i primi rudimenti del disegno a Varallo e ben presto si spostò a Torino per studiare all’interno dell’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Andrea Gastaldi. Poi viaggiò a Firenze e a Roma e con gli anni Sessanta iniziò a esporre prima sculture in legno, in linea con la sua prima passione, poi dipinti di storici condizionati dagli esempi di Gastaldi e di Enrico Gamba.

    Vinto il pensionato a Roma lentamente abbandonò la storia per il genere: ben rappresentativo in questo senso è quel piccolo capolavoro della Triste notizia del 1874 (Torino, Accademia Albertina), dove la pittura finita di gusto internazionale si unisce al gusto per la rappresentazione della vita borghese sulla scia di Alfred Stevens.

    A lui si deve quel bellissimo quadro dal titolo: “Hodie tibi cras mihi”, nel quale, applicando invertito il famoso motto latino, ci rappresenta alcuni vecchi invalidi, ricoverati in un ospizio, che assistono ai funerali di un loro compagno. Questo quadro, esposto la prima volta a Torino alla Giostra del 1884, destò l’ammirazione di tutti, e si è reso popolare per le infinite riproduzioni fattene, in mille modi diversi; onore veramente meritato, poiché oltre alla eccellente scelta del soggetto, il dipinto ha vigoria di colorito, intonazione, forma e disegno correttissimi.

    Oltre a tale lavoro, devonsi al Gilardi i quadri: “Presentazione officiale”; “Frivolitè”, proprietà di Sua Altezza Reale la Duchessa di Genova; il “Gioco della Mora”, proprietà di S. M. il Re d’Italia; “Dopo la questua”, appartenente al signor avvocato Giuseppe Engelfred, esposto a Torino nel 1880; “Farfalle prese”, inviato a Milano nel 1881; “Ritratto di donna” proprietà dell’ing. Giovan Battista Biglia di Torino; “Ritratto d’uomo”, del comm. Mazzucchetti, esposti a Torino nel 1884, insieme al primo dipinto, di cui abbiamo parlato; “Ultime gioie”, esposto a Venezia nel 1887, e quindi, fra i molti altri: “Meglio pesci che rape”, appartenente al cavalier Francesco Iannetti; “Sbadataccio”, comperato dal Municipio di Torino; e “Prima amore, arte poi”, acquistato dal dottor Vignola.

    Il Gilardi, bravo ritrattista ed esperto in ogni altro genere di pittura, è professore dell’Accademia Albertina, membro di molti Istituti, e Cavaliere della Corona d’Italia. Tra le opere realizzate ricordiamo: Il conte di Cavour, Garibaldi, Andrea del Sarto, Marco Bruto aspetta l’ora della congiura, Un minuto di lezione – costumi valsesiani, Una partita alla morra, Frivolitè, Fra pipa e bicchiere, Al Santuario, Gli architetti della parrocchia, Dopo la questua, Hodie tibi, cras mihi.

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