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Pietro Angeletti


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Pietro Angeletti

( Bologna 1737 - Roma 1798 )

Pittore

    Pietro Angeletti

    Fu allievo di Stefano Pozzi e fu attivo principalmente nei grandi cicli ornamentali eseguiti nei palazzi romani del secondo Settecento. Angeletti si colloca sul filo della tradizione classicista non ancora definibile neoclassica. Il primo esempio di rilievo è la decorazione di un appartamento che eseguì tra il 1767 e il 1769, a Palazzo Doria Pamphilj. Angeletti affresca scene bibliche su due soffitti: il Sogno di Giacobbe e Agar e Ismaele. Stilemi tratti dal maestro Pozzi sono visibili nel 1771 allorché dipinge per la chiesa di Santa Caterina da Siena due ovati.

    Nel passaggio tra classicismo e neoclassicismo si inserisce il soffitto con la Riconciliazione di Venere e Minerva del 1772, a Palazzo Borghese. Lo sviluppo culminerà nella sala di Apollo e Dafne nella Villa Borghese dipinta tra 1779 e 1780. Al centro è raffigurata la Metamorfosi di Dafne raggiunta da Apollo, all’interno di quattro finte nicchie si pongono le Allegorie delle stagioni.

    Si dedicò anche ai ritratti: il Ritratto di Cardinale del monsignor Riminaldi che lo inviò a Ferrara come segnalato dal Chracas; Ritratto di Pio VI attualmente presente in una collezione privata inglese; nel momento in cui fu accolto presso l’Accademia di San Luca si dedicò al suo Autoritratto, ora nelle raccolte dell’Accademia. Come testimoniato dal Chracas, nel 1782 lavora a due grandi quadri in San Silvestro al Quirinale e viene investito dell’autorevole carica di assessore alle Antichità Romane.

    Così, infatti si firma in una ricevuta a saldo del dipinto centrale per un soffitto dell’appartamento di don Francesco Ruspoli. Qui Angeletti dipinge Giove dà Ebe in sposa ad Ercole. Nel maggio del 1787 all’interno del Giornale delle Belle Arti viene riportata la descrizione di una macchina e dell’addobbo allestiti nella chiesa di Sant’Antonio dei portoghesi per la morte di Pietro III di Braganza, re del Portogallo.

    L’Angeletti partecipò con una pittura celebrante il Portogallo e la regina Maria Francesca, moglie di Pietro III. Tra il 1789 e 1793 esegue Nascita di Venere, una tela inserita come sovrapporta in una delle camere da letto invernali presenti a Palazzo Altieri. Qui ha modo di sviluppare al contempo quel linguaggio maturo e neoclassico che caratterizza la sua produzione centrale. Interessanti sono le tele presenti in Sardegna: Le Nozze di Santa Cecilia e San Valeriano nel Duomo di Cagliari; Il Martirio di Santa Eulalia e ancora la Vergine porge il manto ad un santo carmelitano nel Duomo di Ales.

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