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Pietro Melandri


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Pietro Melandri

( Faenza 1885 - 1976 )

Scultore

    Pietro Melandri

    Melandri Pietro nasce a Faenza il 24 luglio 1885 e qui muore il 25 ottobre 1976.  A 13 anni muove i primi passi come apprendista presso l’Officina ceramica faentina dove apprende tutti i rudimenti della tecnica. Nello stesso periodo frequenta la Scuola serale di arti e mestieri ed entra in contatto con gli artisti legati a Domenico Baccarini, tra cui Domenico Rambelli ed Ercole Drei.

    Nel 1906 si trasferisce a Milano dove lavora come scenografo e frequenta i corsi serali dell’Accademia di Brera. Sperimenta il pastello, l’acquerello e la pittura a olio. Del 1906 è il suo esordio come pittore alla Mostra di Arti figurative organizzata a Faenza. Nel 1908 partecipa alla mostra Giovane Romagna. Arruolato nella Prima guerra mondiale viene catturato e trasferito in un campo di prigionia.

    Dopo il conflitto con Paolo Zoli apre un laboratorio di ceramica dove sperimenta tecniche innovative. Qualche anno dopo, diviso dal Zoli, inizia la produzione di ballerine esili ed eleganti figure femminili. Nel 1925 partecipa riscuotendo grande successo all’Esposizione di Parigi. Negli anni ’30 espone alle Triennali di Milano e ancora a Parigi. In questo decennio riprende l’attività pittorica e inizia la collaborazione con l’architetto Giò Ponti. Nel 1951 partecipa alla Triennale di Milano e alla prima Biennale di arte romagnola.

    Esordisce con opere grafiche e pittoriche di gusto postimpressionista. Predilige poi il liberty, che non abbandonerà mai completamente nel corso della sua attività. Dopo la guerra sintetizza il suo linguaggio secondo lo stile Decò e prosegue poi assorbendo e rielaborando il gusto orientaleggiante e klimtiano, particolarmente evidente nelle statuine che ritraggono figure femminili degli anni ’20.

    Al 1908 appartengono alcuni disegni e pastelli tra cui ricordiamo Mattino, Notte, Il timoniere, Sera e Sera sul bastione. Del 1926 è il Monumento ai caduti di Bagnacavallo (Ravenna) pensato in origine come monumento celebrativo del fascismo. Nel 1931 decora la Rocca delle Caminate a Forlì, scelta da Mussolini come resistenza estiva. Nel 1933 decora la Pasticceria Motta a Milano. Del 1937 è il pannello Perseo e Medusa per il quale riceve il gran premio della scultura a Parigi.

    Nel 1938 è impegnato nelle decorazioni del Teatro Eliseo a Roma. Tra il 1941 e il 1943 decora la sede della Cassa di Risparmio a Imola. Nel 1948 il cinema Metropolitan di Bologna e nel 1950 l’Albergo Roma, sempre a Bologna. Del 1955 è il Monumento ai caduti per la libertà del cimitero dell’Osservanza a Faenza.

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