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Roberto Bompiani


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Roberto Bompiani

( Roma 1821 - 1908 )

Pittore

    Roberto Bompiani

    Roberto Bompiani, nato nel 1821 da una benestante famiglia della borghesia romana, si forma presso l’Accademia di San Luca ottenendo sin da subito eccellenti risultati nella classe di disegno e di pittura. I primi saggi, soggetti allegorici, sacri o letterari, vengono esposti dal pittore in Accademia e nella Sala di Piazza del Popolo a partire dagli anni Quaranta, con un immediato successo di critica. Opere di ricostruzione storica o di finzione narrativa, come Dante e Virgilio sopra Gerione o Dante che declama nella bottega del suo amico Giotto compaiono all’Esposizione Nazionale di Firenze del 1861, di fatto inserendo Bompiani tra gli artisti accademici più richiesti e apprezzati della stagione purista romana, sotto il pontificato di papa Pio IX (1846-1878).

    La decorazione: tra accademismo e Purismo

    Abile decoratore, si identifica con quella koinè pittorica di salda formazione accademica e di chiari riferimenti al Purismo di Tommaso Minardi (1787-1871), caratteristiche che lo accomunano a tutti i pittori che hanno partecipato con lui alla decorazione ad affresco di San Paolo fuori le mura. Il suo riquadro con Agabo in Cesarea profetizza contro San Paolo rispetta a pieno i canoni dell’accademismo purista, in cui Raffaello rimane un indiscusso punto di riferimento per l’equilibrio compositivo, la monumentalità raffinata delle figure e l’espressività degli atteggiamenti umani. Contemporaneamente, Bompiani lavora alla decorazione di San Lorenzo in Lucina, occupandosi degli Episodi della vita di San Lorenzo in chiaroscuro per la navata centrale.

    Sono anni molto intensi, in cui l’autore raggiunge uno straordinario successo anche in ambito internazionale, a seguito della partecipazione all’Esposizione Universale di Londra del 1851 e di Parigi del 1855. In qualità di commissario del Governo Pontificio presso l’Esposizione di Londra del 1862, soggiorna nella città per circa un anno e comincia a intrattenere importanti rapporti con la borghesia inglese e internazionale, ricevendo una lunga serie di committenze, tra cui il mandato di collaudare gli affreschi della cattedrale di Malta.

    I soggetti in costume neopompeiano: il successo nel mercato internazionale

    Negli anni Sessanta, si inoltra nella produzione scultorea e di piccoli bassorilievi sacri o mitologici, aspetto che sottolinea l’eclettismo del pittore romano, versato in diverse tecniche e stili. Questa apertura viene anche confermata dal filone pittorico cui si dedica soprattutto negli ultimi decenni dell’Ottocento, quello delle scene di genere, dei soggetti neopompeiani e dei ritratti ufficiali o borghesi. Nel suo studio di via san Claudio 86, nel pieno cuore artistico di Roma, avvia una produzione di piccoli soggetti particolarmente graditi al mercato internazionale, per cui è stato definito il “Bouguereau italiano”, come Una donzella romana esposto a Philadelphia, Catullo sulle rive del Tevere, L’affissatore pompeiano, Una donna dell’antica Pozzuoli e Salutatio mattutina, tutti risalenti agli anni Settanta, Ottanta e Novanta.

    Opere sicuramente affini al gusto ricercato dalla parigina Maison Goupil che deve aver contribuito all’affermazione di Roberto Bompiani nelle complesse trame del mercato europeo. Tra le opere più conosciute di questa produzione, compare Il parassita sul triclinio, conosciuto anche come A Roman Feast, tela conservata al Getty Museum di Los Angeles, in cui si nota l’approfondito studio dei costumi e delle architetture e decorazioni antiche: gli affreschi e il pavimento in marmo intarsiato si basano su modelli romani, mentre i tavoli in pietra, le suppellettili e i vasi dipendono da fonti greche, romane ed etrusche, unite in un eclettismo di grande effetto. Attivo fino all’inizio del Novecento, muore a Roma nel 1908, mentre sta lavorando all’Apoteosi di Saffo.

    Elena Lago

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