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Pittore

Rocco Larussa


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Rocco Larussa

( Villa San Giovanni 1825 - 1894 )

Pittore

    Rocco Larussa

    Scultore calabrese, nato a Villa San Giovanni, in provincia di Reggio il 24 settembre 1825, studiò prima in patria, poi fu a Messina ove esercitò il mestiere del legnaiuolo.

    Prese parte ai moti rivoluzionari del 1847; fu uno dei più caldi fautori della Giovane Italia, fu prigioniero due volte dei Borboni, e la seconda volta condannato a 25 anni di lavori forzati.

    Però avendo fatto un lavoro assai pregevole di scultura e d’intaglio mentre era in carcere, e questo essendo stato presentato al Re di Napoli, gli fu con decreto reale, condonata la pena e venne scarcerato.

    Si dedicò all’arte con tutto l’impegno, e scolpì fra le altre cose due statue: “Madonna del Carmine” e “Sant’Antonio”.

    Ma al sopraggiungere dei moti liberali dal 1860 corse ad arrolarsi con Garibaldi e fece tutta la campagna.

    Andò in seguito a stabilirsi a Torino, e la studiò seriamente all’Accademia Albertina ed in breve si fece conoscere per valente ed originale modellatore.

    Eseguì dapprima una statuetta rappresentante “La Primavera”, poi fece il busto di “Cammillo Cavour”, e quello del chimico “Piria”.

    Fece quindi per la città di Reggio di Calabria la statua: “L’Italia che esorta a spezzare le catene di Roma e Venezia”, e ciò gli valse il titolo e l’ufficio di professore della scuola di scultura nella sua patria.

    Eseguì poi la statua “La Giovane Italia”, quindi il monumento sepolcrale “Vollaro”, la statua della “Preghiera”, pel cimitero di Messina, ed una altra statua di “Federico Genoesi” fondatore dell’Asilo Infantile di Reggio.

    Chiamato a Tunisi nel 1873, scolpì il busto di “Mustafà Ben-Ismail” primo ministro del Bey, e quello del di lui medico.

    Fece quindi otto statue raffiguranti gli “Evangelisti” e i “Dottori della Chiesa”.

    Il Larussa ha eseguito inoltre un altro gran numero di ritratti, tra i quali citiamo quelli di “Agostino Conforti”; “Antonino Plutino”; “Domenico Spanò” e “Annunziato Paviglianiti”.

    Egli è professore onorario dell’Istituto di Belle Arti di Napoli, e di altre Accademie; Cavaliere della Corona d’Italia, e del Bey di Tunisi.

     

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