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Salvatore Valeri


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Salvatore Valeri

( Nettuno 1856 - 1946 )

Pittore

    Salvatore Valeri

    Salvatore Valeri nasce a Nettuno nel 1856. La sua formazione avviene a Roma, presso l’Accademia di San Luca, dove è allievo di Cesare Maccari. Dopo gli anni di studio, ancora molto giovane decide di compiere un avventuroso viaggio in Medio Oriente.

    Come prima tappa, si reca in Turchia, dove rimane per alcuni anni. Inizialmente vive alla giornata, mantenendosi con la vendita delle impressioni orientaliste con cui conquista soprattutto i viaggiatori europei. Poi, inizia gradualmente a lavorare come insegnante privato di pittura, cambiando spesso città, mostrando ben presto un’indole di viaggiatore e pittore davvero infaticabile.

    La carriera a Costantinopoli: Valeri pittore di corte e insegnante

    Nel 1880, trova una certa stabilità insediandosi a Costantinopoli, luogo magico che lo avvolge e lo accoglie e che sceglie come città d’adozione. Forse proprio perché è proprio qui che trova anche la fortuna come pittore orientalista: notato dall’ambasciatore inglese Lord Dufferin, grazie all’estrema scioltezza e luminosità delle sue vedute, viene invitato a tenere una mostra ufficiale, presieduta anche dal sultano Abdul Hamid II, che rimane immediatamente affascinato dalle opere di Salvatore Valeri.

    Aperta da poco la Scuola di Belle Arti di Costantinopoli, viene nominato insegnante di pittura e ne diventerà direttore dal 1883 al 1915. Nel frattempo, è anche precettore dei tre figli del sultano, con il ruolo di Şehazadelerin öğretmeni, “insegnante dei principi”. È, di fatto, un pittore di corte e riceve dal Sultano il grado di Bey, la nomina di funzionario del sultanato. A corte, si occupa soprattutto dei ritratti di famiglia, senza mai abbandonare la sua vocazione di paesaggista. Tra i ritratti più importanti, si segnala quello di Guglielmo II di Germania, in viaggio a Costantinopoli, ospitato dal Sultano intorno al 1914.

    Tra le scene di genere e le vedute orientaliste, che risultano ricche di luce e costruite attraverso una pennellata di piccoli tocchi vibranti di colore acceso, vi sono Zingara che ballaAcquaioloVecchio condottiero di cammelliLa zingara, Uomo che suona la chitarraArrivo di una carovana in un villaggio, Partenza per la guerraTrasporto di un ferito, La carovana nel deserto.

    Rimane a Costantinopoli fino al 1915: allo scoppio della Prima guerra mondiale, si conclude la sua esperienza di insegnante e di pittore di corte in Turchia. Nel 1916, in concomitanza con l’inizio del tragico genocidio armeno, rientra in Italia per proteggere sua moglie Maria Lekegian, appunto di origini armene.

    Raggiunta di nuovo la sua città di nascita Nettuno, decide di aprire una scuola di pittura che dirige alcuni anni. Continua a dipingere con la consueta luminosità, ma i paesaggi orientalisti vengono gradualmente sostituiti da vedute e marine ispirate da Nettuno e dai suoi dintorni.

    Elena Lago

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    Opere di Salvatore Valeri


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