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Pittore
Silvio Giulio Rotta
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Silvio Giulio Rotta
Ebbe la educazione artistica dal padre, indi si recò all’estero e fu a Parigi per vario tempo ove si perfezionò studiando assiduamente i moderni maestri. Dipinse ad acquarello ed a olio.
Il suo quadro più conosciuto, “I forzati”, fu premiato con la grande medaglia d’oro all’Esposizione di Belle Arti di Budapest e comperato pel Museo Nazionale di quella città. Dipinse inoltre: “In vigna”, che espose a Milano nel 1881, “In villa e Sughime”, esposti a Venezia nel 1881. Quando alla Mostra del 1887, tenutasi nella sua patria espose “I forzati”, il critico d’arte P. Oreffice, così scrisse di lui: «Silvio Rotta è figlio di Antonio Rotta pittore già stimato per tutto il mondo, che da molti anni si fa ammirare pel suo pennello finitissimo dipingendo scene intime di costumi popolari.
Ebbene il figlio non segue l’arte del padre e mostra di avere una fibra più robusta ed accenna ad un indirizzo assai differente. Il suo quadro “I forzati”, è un lavoro tra i più seriamente pensati e seriamente eseguiti dell’Esposizione e rivela nell’Autore un ingegno robustissimo e capace della più alta meta nel cammino tanto arduo dell’arte.
Quella lunga fila di forzati incatenati a due a due che ritornano dalla aperta campagna, dall’aria libera e sana, dalla gioia del sole allegro vivificante per rientrare nell’ombra tetra del carcere, nell’aria umida e malsana, quella lunga fila di forzati ti mette nell’anima una tristezza e uno sgomento profondo.
Puoi leggere in quei volti la storia di tremendi delitti, puoi indovinare in quegli occhi l’efferatezza delle anime; e vi riescì poichè il pittore è andato nelle carceri, negli ergastoli e vi ha studiato i suoi tipi, e poi con la fede e l’entusiasmo più sinceri nel suo soggetto ha potuto trasfondere la convinzione della sua anima nell’animo dell’osservatore. Il suo disegno è fermo e corretto, la sua pittura se anche non robustissima è larga e succosa».
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