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Silvio Sbricoli

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Pittore

    Silvio Sbricoli

    Pittore lombardo, nato in Milano nel 1840; appena ventenne si arruolò nel 1859 e nel 1860 col grado di sottotenente nel 56° fanteria usciva dal Collegio militare d’Ivrea. Fece la campagna contro il brigantaggio nelle provincie meridionali, e quindi promosso tenente nel 40° fanteria fece la campagna del 1866.

    Ammalatosi di febbri e stanco di una vita disagiata, si ritirò nella sua città natale e innamoratosi della pittura a quella si dedicò, segnalandosi dopo pochi anni, cioè ne 1875, col quadro “Machbet e le streghe nel bosco di Dunsinana” con cui concorse e vinse il premio Mylius e il lavoro fu acquistato dalla Accademia di Brera.

    Nel 1876 alla Esposizione di Napoli si fece notare per due quadri “Da Malgrate a Lecco” acquistato da S. M. Vittorio Emanuele, e che trovasi nella R. Pinacoteca di Capodimonte e con il “Monte Barro” acquistato da un signore straniero.

    Concorse a molte altre Esposizioni, ed ebbe l’onore di vedere acquistato il suo quadro “Tramonto in Val Madrera” da S. A. R. la Duchessa di Genova e l’altro “Feriolo” da S. M. Umberto I. Nel 1880 a Torino vendè tutti i suoi quadri subito, ed ebbe molteplici commissioni per quello “Cave di Baveno sul Lago Maggiore” ora proprietà del signor Besozzi.

    Alla Esposizione nazionale di Milano del 1881 mandò: “Abbadia sul lago di Lecco”; “Monterosso”; “Lago di Lecco”; “Punta di Pallanza, Lago Maggiore”; a quella del 1883 “Riva presso Abbadia”; “A bosco luganese”; “Bosco di castagno”; “Lago di Pescate”; a Roma nel 1883; “Lago di Garda”; “Lago di Pescate”; alla Esposizione di Torino del 1884 espose: “Il bosco di Pianazzo a bosco Luganese”; “Rive di Vercurago”; “Il Monte Rosa”; “Vicinanze di Sesto Calende”; “Lago di Lugano, ramo d’Agno”; a Milano nel 1886 aveva: “I corni di Canzo di Valmadrera”; “Il monte San Martino”; “Il monte Legnone”; “Panorama di Lecco”; a Venezia nel 1887: “Il Ponte di Lecco”; “Pescarenico sull’Adda” e “Sul Lago” e finalmente a Bologna nel 1888: “Alture di Menaggio”; “La punta di Bellaggio” e “Pescarenico e il Monte San Martino”.

     

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