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Pittore

Stefano Ussi


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Stefano Ussi

( Firenze 1822 - 1901 )

Pittore

    Stefano Ussi

    L’opera è uno studio preparatorio per la porzione centrale del dipinto presentato da Stefano Ussi all’esposizione di Firenze del 1865, in occasione delle celebrazioni per il seicentenario della nascita di Dante Alighieri. Il soggetto affrontato, noto nella sua interezza da un’incisione d’epoca, è Dante invitato ad unirsi ad un’allegra brigata di giovinette leggiadre (Ferrazzi 1871, p. 196), un’opera che aveva suscitato approvazione ma anche riserve, inducendo Ussi a intervenire nuovamente sulla composizione (Dotti 1867).

    Fu ripresentata all’annuale mostra di Brera del 1866, dove è indicata come proprietà del ricco imprenditore e collezionista lombardo Pietro Gonzales. L’episodio descritto è tratto dal capitolo XVIII della Vita Nuova, dedicato all’incontro tra il poeta e una compagnia di “gentili donne” riunite in conversazione.

    Una di loro, a conoscenza come le altre dell’amore sofferto di Dante per Beatrice, gli rivolge la domanda: “a che fine ami tu questa tua donna, poi che tu non puoi sostenere la sua presenza? Dilloci, ché certo lo fine di cotale amore conviene che sia novissimo”. Nello studio qui presentato Ussi concentra l’attenzione sul nodo centrale dell’episodio, con la figura femminile che, investita da una calda luce solare, si è appena rivolta al poeta.

    In un lungo articolo Pietro Dotti enfatizza l’equilibrio concettuale della scelta pittorica di Ussi, ponte tra vecchio e nuovo, poiché lontano dai freddi convenzionalismi dell’accademia ma allo stesso tempo refrattario al naturalismo macchiaiolo più estremo che trascurava idealità e bellezza in nome del vero in ogni sua forma (Dotti 1867).

    Gli effetti luminosi nel dipinto definitivo non dovevano tuttavia essere troppo convincenti se “i veristi più che gli altri ebbero a dire che quelle figure non parevano dipinte all’aria aperta” (Pantini 1900, p. 342). Dopo il successo straordinario de La cacciata del Duca di Atene che, pur tra le critiche, aveva reso celebre Ussi, l’artista torna più volte sul genere storico.

    La scelta di Dante, uno dei soggetti più fortunati dell’Ottocento, lo accomuna a molti artisti della sua epoca. Visto come padre della patria, il poeta è protagonista di dipinti e sculture sia attraverso episodi della sua Comedia, sia attraverso la sua biografia narrata nella Vita Nuova, autentiche opere fondative, cariche di quella profondità e di quell’energia morale necessarie al consolidamento dello spirito nazionale.

    Lo studio Dante e Beatrice è dedicato “con stima e riconoscenza” al Commendatore Carlo Burci, che proprio nel 1865, data riportata nell’iscrizione, era stato nominato Senatore del Regno. Burci, nato a Firenze nel 1813, dunque più anziano di Ussi (nato nel 1822), era un noto chirurgo di aperte simpatie liberali, che come medico aveva preso parte alla prima guerra d’indipendenza, vissuta anche da Ussi, che nel 1848 era stato catturato a Montanara e imprigionato nel campo austriaco di Theresienstadt.

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