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Pittore

Umberto Moggioli


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Umberto Moggioli

( Trento 1886 – Roma 1919"> )

Pittore

    Umberto Moggioli

    Il paesaggio è il nodo centrale della poetica di Umberto Moggioli. Dai monti intorno a Trento dei primi anni del 1900 alle barene della laguna veneta, dagli ulivi di Assisi ai parchi romani egli si pone nella e non davanti la realtà, ricercando quel sentimento puro che accomuna l’uomo alla natura. “Puoi immaginarti come mi lusinga il pensiero di trovarmi in un ambiente quieto, che mi piace immensamente e dove posso dedicarmi completamente all’arte mia.

    E’ sempre stato il mio sogno la solitudine e il lavoro in un ambiente che sento” – scrive intorno al 1909 al fratello Francesco da Burano. Qui troverà il “suo” luogo dell’anima. Qui, dopo i soggiorni a Roma del 1908-09-10 e Assisi del 1910-11, tornerà per vivere immerso in ciò che più ama: silenzio e solitudine, ombra e colore.

    Burano per Moggioli è l’altrove ricercato da alcuni artisti che, nello scorcio tra fine 1800 e inizi 1900, in esso ritrovano l’autenticità di uno stato di natura lontano da ogni contaminazione in cui a dirla con Rainer Maria Rilke: …gli artisti… preferiscono l’eterno all’effimero, ciò che è governato da leggi profonde a ciò che capita casualmente… Non è forse vero che il valore più grande e forse il più singolare dell’arte sta nel suo essere mezzo nel quale si trovano e si incontrano l’uomo e il paesaggio, il mondo e la forma?”

    Il dipinto in questione firmato ma non datato è riconducibile al periodo buranese tra il 1912 e il 1914, anni in cui la personalità di Moggioli si fa matura: “ora so quello che voglio! vedrai resterai tu pure sorpreso del mio cambiamento. perché ho tutt’altro indirizzo d’arte: Non più fusioni, ma ogni colore ha un valore.” – scrive sempre al fratello. Infatti le cupe atmosfere tardo ottocentesche dei quadri veneziani del 1907, tanto cari al suo maestro Guglielmo Ciardi sono solo un ricordo.

    La luce che ha respirato a Roma, l’apertura dell’orizzonte che ha goduto ad Assisi con il suo carico d’intensa spiritualità, nella laguna veneta si sono caricati di nuove espressioni formali.
    Come ha sottolineato Gabriella Belli nel suo saggio L’artista e il paesaggio (2011) da ora in avanti Moggioli dipingerà opere in cui la rappresentazione naturalistica si alternerà a composizioni antinaturalistiche in cui il valore di forma e colore saranno di pura astrazione intellettuale.

    L’artista continuerà tutta la sua breve vita su questo doppio binario concedendosi la massima libertà d’interpretazione del concetto di natura e di paesaggio.

    La nostra Casa con albero rientra nel primo genere in cui prevale la visione realistica. L’albero in primo piano che nasconde parzialmente la casa in piena luce è un tema ricorrente – anche se non così frequente nella produzione di Moggioli – che risale già al 1907 ca con Campiello al sole (cat. 251)* e, con un respiro molto più evidente in Sole d’inverno 1908 ca (cat. 262)*.

    Mentre in questi c’è ancora un intento impressionistico, nel nostro la pennellata stesa alternativamente con gesto orizzontale e verticale e carica di colore materico costruisce la casa, probabilmente di pescatori, con gli stessi toni presenti nella natura circostante. Il verde delle finestre, i bruni delle travi che la compongono, e i gialli riempiono di luce l’intera composizione che prende respiro nello scorcio di laguna a destra che molto ricorda Giornata di sole in barena (cat. 306)* del 1912 con le vele spiegate al vento.

    Piccola citazione che ci rende consapevoli della datazione. La casa dunque diventa parte integrante della natura, il punto di vista ravvicinato fa sì che essa diventi parte di essa come l’albero o la vegetazione, il cielo e la laguna.

    Egli sente il senso profondo delle cose: la corrispondenza dei colori appena velati di una patina che attenua solo in parte la loro vividezza allontana questo quadro dalla mera descrizione per aprire la via verso l’emozione e intima partecipazione alla primitiva bellezza della natura stessa, elemento principe della poetica artistica di Umberto Moggioli.

     

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