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Vittore Grubicy de Dragon


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Vittore Grubicy de Dragon

( Milano 1851 - 1920 )

Pittore

    Vittore Grubicy de Dragon

     Nasce da una famiglia magiara a Milano, nel 1851. Cresce stimolato da diversi interessi culturali e artistici coltivati dalla famiglia che lo indirizza verso studi umanistici. Nel 1870 inizia a capire le dinamiche del mercato dell’arte, viaggiando nei paesi europei più fecondi da questo punto di vista: visita Londra, Parigi e Anversa. Si immerge dunque nell’ambiente delle gallerie e dei collezionisti più importanti d’Europa e quando rientra a Milano inizia la sua collaborazione con la Galleria Pedro Nessi e C., divenendone titolare insieme al fratello Alberto nel 1876.

    Iniziando dal commercio di opere di artisti affermati come Favretto, si spinge poi nella diffusione dell’estetica scapigliata, occupandosi della vendita di opere di Daniele Ranzoni e Tranquillo Cremona. Si lega particolarmente a questi artisti, organizzando tra l’altro una grande retrospettiva dedicata a Tranquillo Cremona, nell’anno della sua prematura morte a 41 anni, il 1878. Ma l’ormai maturata esperienza di Grubicy nel campo del mercato dell’arte e la conoscenza dei gusti dei collezionisti gli permette, con grande abilità, di riconoscere la portata del nascente fenomeno del Divisionismo italiano.

    Si avvicina molto presto a Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Emilio Longoni e Angelo Morbelli, apprezzando immediatamente la loro tecnica e la scelta delle tematiche e facendo firmare loro contratti che li immettono subito nel mercato artistico europeo. Il merito di Grubicy è stato anche quello di aver capito sino in fondo le intenzioni del gruppo, divenendone quasi una guida teorica. È proprio in questo periodo, agli inizi degli anni Ottanta, che Vittore si avvicina alla pratica artistica.

    Tra il 1882 e il 1885 conosce in Olanda Anton Mauve, primo artista che lo indirizza materialmente alla pittura. Tornato in Italia, Grubicy de Dragon inizia a praticare il Divisionismo, seguendo le teorie del colore di Rood e divenendo anch’egli interprete del movimento che fino ad allora aveva promosso dal punto di vista commerciale. Affianca dunque l’attività pittorica a quella di teorico e mercante, fino al 1889 quando, per alcuni contrasti con il fratello, lascia la direzione della Galleria. Nel 1890 avviene il suo esordio all’Esposizione di Torino, in cui presenta alcuni paesaggi: Malga di EpoloRaccolta del fieno e Il Quai dell’Escaut ad Anversa.

    Ma la vera svolta artistica per Grubicy avviene nel 1891, quando prende parte alla prima Triennale di Brera, in cui espone paesaggi con colore diviso ispirati alla natura del Verbano. Nel frattempo, nel 1893 partecipa all’Esposizione di Torino con un paesaggio ad olio e con una serie di acqueforti, poi riproposte anche alla Biennale di Venezia del 1895.

    A questo anno risale Mare di nebbia, una delle opere più famose dell’artista, caratterizzata da un particolare trattamento vaporoso della tecnica divisionista. Alla Prima Triennale torinese invia una sorta di trittico dedicato alla Sinfonia crepuscolare, dipinti vibranti ed emozionanti, proprio come tutte le opere inviate alle Biennali. Tra il 1900 e il 1910 la sua produzione subisce una battuta d’arresto, perché viene colpito da un grave esaurimento nervoso che comunque, durante i momenti di calma, non gli impedisce di svolgere l’attività di mercante e critico.

    In questi anni espone anche alle Biennali opere realizzate precedentemente e dedicate soprattutto al momento del crepuscolo e della notte ripresi in diverse situazioni ambientali e climatiche. Alla Biennale del 1905 invia Pace-Lago d’OrtaNebbietta d’ottobreSul Naviglio-NubiTemporale in viaggioSereno!-Lago di Como e Ad Anversa-Nubi.

    Nel 1910 ritorna alla pittura ed espone i nuovi dipinti alla Biennale dello stesso anno: Mattino sul Lago di LeccoUn addio penosoNotte lunare a MiazzinaLe praterie salate in Fiandra. Gran parte della produzione di Grubicy è caratterizzata dall’ideismo, un rimando continuo a qualcosa d’altro: dalla natura si giunge al pensiero, al sentimento simbolico interno all’uomo, che allontana la produzione divisionista di Grubicy dall’indirizzo sociale di quella di Pellizza o Morbelli.

    Dipinge fino alla fine dei suoi giorni, continuando ad esercitare un ruolo fondamentale nella diffusione del divisionismo soprattutto tra le nuove generazioni che poi si affacceranno al Futurismo. Muore a Milano nel 1920.

    Elena Lago

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