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Pittore

Wojciech Weiss


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Wojciech Weiss

( Leorda 1875 - Cracovia, 1950 )

Pittore

    Wojciech Weiss

    Wojciech Weiss nasce nel 1875 a Leorda, in Romania, ma nel 1888 si trasferisce a Lvov per studiare al ginnasio. All’inizio degli anni Novanta, insieme alla sua famiglia, si sposta a Płaszów, un quartiere di Cracovia dove, oltre a continuare gli studi classici, inizia a frequentare la scuola serale di disegno all’Accademia di Belle Arti di Cracovia.

    Dal 1892, si iscrive ai corsi regolari, ottenendo il diploma sei anni dopo, accompagnato dall’ottenimento della medaglia d’oro all’ultimo concorso accademico e di una borsa di studio che gli permette di completare la sua formazione attraverso diversi soggiorni in tutta Europa. Sin dalle prime espressioni giovanili, Wojciech Weiss è specializzato nella pittura di storia, attraverso cui si concentra sulla narrazione delle vicende del popolo polacco.

    Dalla pittura di storia al Simbolismo

    Guardando soprattutto alle opere di Jan Matejko, si fa interprete de scene ricche di particolari e di personaggi, costruiti attraverso una pennellata sciolta e una tavolozza variegata. Tra le prime opere conosciute, risaltano le scene storiche Bolesław Chrobry che entra a Kyiv del 1891 ed Evocazione dello spirito di Barbara Radziwiłłówna del 1894.

    Dopo gli studi, visita la Germania, l’Austria e l’Ungheria, per poi giungere a Parigi, città in cui comincia a sviluppare una certa sensibilità nei confronti del ritratto, che diventa una delle sue cifre caratteristiche. Abbandonata la pittura storica, si concentra su una produzione intima e malinconica, velata di un simbolismo che risente della Secessione tedesca e viennese.

    Dipinti come Il malinconico e Il consuntivo, esposti alla Mostra della Società degli artisti polacchi, segnano proprio l’inizio di questo nuovo indirizzo, che poi sfocia nelle sue opere più famose di inizio Novecento, Tramonto radioso, Fantasma nel salice e Ritratto dei genitori che ottiene la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1900.

    Il rapporto con l’Italia

    L’anno successivo, Wojciech Weiss compie un viaggio in Italia, soggiornando tra Firenze, Venezia e Roma, dove entra in contatto con la comunità di artisti polacchi. In questi anni, in opere quali In un pergolato fiorentino e Dall’ippodromo Palatino, il pittore si inoltra sempre di più verso un espressionismo che guarda alle composizioni di Munch, nell’uso di una pennellata ondulata e ricca di colore.

    Anche nella scelta dei temi, si fa sempre più evidente la direzione simbolista e secessionista, come si nota dalla produzione di tutto il primo decennio del Novecento. Ne fanno parte le opere Demone, Funerale cittadino e alcuni nudi maschili di forte introspezione e di carattere perturbante. Legato particolarmente alla Secessione di Vienna, è anche presidente della Società degli Artisti polacchi e viene nominato professore di pittura all’Accademia di Belle Arti di Cracovia nel 1910.

    Nello stesso anno, partecipa alla sua prima Biennale di Venezia con Mia moglie, Chiesa di Santa Maria e Primavera. Ritorna con regolarità presso la rassegna lagunare fino al 1932, presentandovi alcuni dei suoi dipinti più significativi, tra cui Mattino ridente, Le mie sorelle, Lo scialle spagnuolo, Idillio, Elena, Fondo rosso, Nudo e Le Muse.

    Prima dello scoppio della guerra, compie un altro soggiorno a Roma nel 1913, per poi rifugiarsi a Vienna, luogo in cui inizia a dedicarsi alla pittura di paesaggio, influenzato soprattutto dal post impressionismo cézanniano.

    Tra paesaggi personali, ritratti intimi, scene simboliste e narrazioni mitologiche, Wojciech Weiss, nel periodo tra le due guerre, ottiene numerosi riconoscimenti in Polonia. Divenuto primo vice presidente della dell’Accademia di Belle Arti di Cracovia, si impegna soprattutto nel regolarizzare l’ammissione delle donne nell’istituzione. Dopo una sua importante personale a Cracovia nel 1934, la sua attività espositiva comincia a farsi più rada e riservata. Muore a Cracovia nel 1950.

    Elena Lago

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