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Pittore

Adolphe William Bougeurau


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Adolphe William Bougeurau

( La Rochelle 1825 - 1905 )

Pittore

    Adolphe William Bougeurau

    William Adolphe Bougeureau nato a La Rochelle nel 1825, si forma presso la Scuola di Disegno di Bordeaux e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Parigi, dove è allievo di François-Édouard Picot che lo accoglie nel suo atelier e lo introduce alla pittura di storia di stampo accademico.

    Sin dalle prime opere si legge nell’artista una volontà di perfezione formale che deriva dalla partecipazione a lezioni di anatomia, ma anche dal profondo interesse per l’arte antica, per l’archeologia e per la letteratura classica. La lettura di Omero, Virgilio, Orazio sarà imprescindibile per i suoi sviluppi artistici, fortemente legati al genere storico e mitologico.

    Il trasferimento a Roma: il pensionato a Villa Medici

    Nel 1849, Bougeureau esordisce al Salon di Parigi con il famoso dipinto Egalité, inaugurando una ricchissima stagione espositiva. L’anno successivo, con la presentazione dell’Incrédulité de Thomas e di Zénobie trouvée par des bergers sur le bord de l’Araxe ottiene il Prix de Rome e quindi il Pensionato a Villa Medici. Per i quattro anni seguenti quindi, il pittore porta a termine la sua borsa di studio all’Accademia di Francia.

    Roma è una tappa fondamentale per la formazione di William Adolphe Bougeureau, non solo perché la considera come base per visitare l’intera penisola, ma perché gli dà la possibilità di studiare l’arte antica e i maestri del Rinascimento. Tra i più significativi saggi di pensionato vi sono L’Enfer de Dante, Idylle e soprattutto il Triomphe du martyr ouy le corps de sainte Cécilie apparté dans le catacombes, esposto alla Mostra Universale di Parigi del 1855.

    La pittura accademica tra soggetti storici, mitologici e letterari

    Rientrato a Parigi dopo l’esperienza italiana, il pittore continua ad esporre regolarmente al Salon, spaziando dai soggetti di storia alle allegorie, che ritornano anche nelle decorazioni ad affresco di alcuni palazzi, come il Pereire. Nonostante l’Esposizione Universale del 1855 sia stata la base di diffusione delle istanze naturaliste della Scuola di Barbizon, mantiene intatto il suo accademismo pressoché fino alla morte, senza mai cedere neanche alle novità impressioniste degli anni Sessanta e Settanta.

    Scene mitologiche greche, soggetti campestri e bucolici, ma anche allegorie con protagoniste femminili fanno parte del ricco repertorio del pittore francese, su cui costruirà il suo longevo successo classico accademico, come testimoniato dalla tela Le Triomphe de Venus, del 1856, che ha consacrato definitivamente l’autore. Al Salon del 1862, Napoleone III acquista la Sainte Famille, accrescendo esponenzialmente la fama dell’artista, nonostante l’innegabile tendenza ad uno stile accademico ormai anacronistico.

    I corpi muscolosi e nervosi, la precisione disegnativa e cromatica, la nitidezza espressiva e formale, la tensione drammatica e teatrale di tutte le sue composizioni fanno di lui un artista tradizionalista fino alla fine dei suoi giorni, come dimostrano i suoi numerosi dipinti conservati al Musée d’Orsay, tra cui il giovanile Dante et Virgile e Les Oréades, tela che invece risale all’ultimissima fase, precisamente al 1902.

    Nonostante la tarda lavorazione, in essa non rinuncia alla tematica mitologica, con il famoso corteo affollato di ninfe che creano un groviglio di candidi corpi nudi e che gli permettono, ancora una volta, di dimostrare la sua abilità tecnica e la fedelissima adesione a stilemi accademici, pur con una tenue concessione al naturalismo, generata dall’inserimento del bosco sullo sfondo da cui spunta il simbolico spicchio di luna.

    Non parteciperà, naturalmente, alla Comune di Parigi, conservatore fino in fondo. Nel frattempo, William Adolphe Bougeureau firma un contratto con Adolphe Goupil che gli permette di mantenersi e di essere presente nel mercato di gusto aristocratico fino agli anni Novanta, quando soggiorna a Londra esponendo alla Royal Academy. Nel 1903, compie il suo ultimo viaggio in Italia, passando per Roma e Firenze. Muore a La Rochelle nel 1905, ad ottant’anni.

    Elena Lago

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