(Dizzasco D'Intelvi 1876 - Camerlata 1956)
Il mare
Misure: cm 134 x 151
Tecnica: olio su tela
Firmato in basso a sinistra “B. Longoni”
Il mare di Baldassarre Longoni è una composizione attentamente calibrata su un divisionismo dettagliato e preciso, in cui le note simboliste ed intimiste si uniscono a una sensibile indagine luministica. Minuziosi tocchi puri di colore diviso, dosati sulla tela con ritmo incessante e armonioso allo stesso tempo, costruiscono questa visione in cui sensazioni ottiche e sonore sembrano emergere dalla spuma delle onde, che si riempie di molteplici riflessi di luce solare. Nonostante la tecnica divisionista si osservata con acuta meticolosità e accuratezza, la composizione non si esaurisce in una sterile e scientifica proposta puntinista, anzi consente a porzioni più libere di materia luminosa di definire le onde e gli scogli. L’indagine della realtà, comunque densa di espressione personale, si accosta pertanto a una spontanea e suggestiva attitudine a rimarcare la dimensione spirituale o meditativa di fronte alla natura impetuosa e al contempo rasserenante del mare, elementi che fanno trasformare questa veduta in una vera e propria visione individuale.
Gli accordi cromatici esaltano la limpidezza della marina, rendendo vibranti e impalpabili i giochi di luce dorata e rossastra che fanno brillare la superficie delle acque increspate. Calzano dunque alla perfezione le parole che si leggono nel catalogo della mostra collettiva cui Longoni partecipa nel 1928 presso la Galleria Micheli di Milano: «è uno squisito poeta della tavolozza: egli esalta le delicate intimità della famiglia, adora il mistero della natura, canta con anima primitiva tutto quanto nella vita è fascino e purezza. Nato e cresciuto in mezzo alla campagna […], si è mantenuto attaccato, come il più convinto dei novizi, con senso religioso, alla montagna.»[1]
Nonostante quindi l’artista sia nato e cresciuto nella Valle Intelvi, sul ramo occidentale del lago di Como, e gran parte della sua produzione sia legata a emozionanti vedute lacustri, campestri o montane, si dedica più volte al tema del mare con un vitalismo tutt’altro che ingenuo: all’Esposizione Nazionale di Milano del 1906, espone il trittico Mare, che, insieme a Fascini della primavera, tela presentata nella stessa occasione, e a Ora mistica, esposta alla Biennale di Venezia del 1903, è una delle opere più apprezzate della prima fase, intensamente simbolista, di Baldassarre Longoni. Risulta dunque chiaro che il dipinto in questione sia senz’altro da datare al primo decennio del Novecento, quando è ancora viva nell’autore la sperimentazione divisionista (abbandonata a poco a poco all’inizio degli anni Venti), in cui il naturalismo viene intercettato da sapienti e incantevoli note simboliste e allegoriche.
[1] B. Longoni, M. De Micheli, E. Rambaldi, catalogo della mostra (Milano, Galleria Micheli, aprile-maggio 1928), Milano, Archetipografia di Milano, 1928
Elena Lago



