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Pittore

Cesare Ferro


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Cesare Ferro

( Torino 1880 - 1934 )

Pittore

    Cesare Ferro

    Cesare Ferro nasce a Torino nel 1880. Si forma all’Accademia Albertina al seguito di Giacomo Grosso, specializzandosi sin da subito nel ritratto, nelle scene di genere, in quadri di figura e in dipinti di paesaggio. Esordisce alla Promotrice torinese del 1898 con due miniature su avorio, inaugurando una fiorente stagione espositiva presso questa rassegna. Nel 1899 realizza il Cartello – Réclame per la Società Promotrice di Belle Arti di Torino e l’anno successivo vi espone il primo Ritratto ad olio.

    Nel 1903 si presenta invece con Ballo in montagna, dipinto caratterizzato da un intimo effetto lunare, testimonianza dei suoi frequentissimi soggiorni nell’amata Usseglio, cittadina di montagna che gli fornisce la sua ispirazione principale, come è ben visibile anche dall’opera Alba al piano di Benot. All’inizio del Novecento partecipa, insieme a Felice Carena, al clima simbolista che si andava diffondendo in Piemonte, arricchendo i suoi ritratti e le sue scene di interni di una tensione mistica precedentemente assente.

    Ritratti a pastello o a olio compaiono alle esposizioni, carichi di un simbolismo intimo e personale, che emerge ad esempio dalle due opere presentate a Firenze nel 1902, lo studio ad olio Nudo e il pastello Bambina. Compare per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1903 il suo dipinto più significativo di questa prima fase, L’attesa, poi ricomparso più volte e in diverse versioni nelle rassegne successive. Dall’interpretazione più angosciata e verista, a quella più simbolista e allegorica, quello dell’attesa diviene per Ferro uno dei temi prediletti. Nel 1904 un suo Ritratto di signora viene premiato con la medaglia d’oro al Salon parigino, mentre alla Biennale del 1905 invia un Ritratto.

    Nel frattempo, precisamente nel 1904, giunge a Cesare Ferro un incarico che conduce alla prima vera e propria evoluzione delle sue tematiche e della sua poetica: il re del Siam Rama V lo invita a corte fino al 1907 e poi di nuovo tra il 1923 e il 1924 per contribuire alla decorazione del Palazzo reale a Bangkok. In questi soggiorni Cesare Ferro, mentre si occupa della decorazione del Palazzo, dà vita ad una produzione fresca e vivace dedicata alla Tailandia.

    Grandissimo osservatore e curioso viaggiatore, si inoltra nella cultura siamese, captandone colori, suoni, odori, usanze. Si fa interprete di dipinti di interni luminosi e caratterizzati da una tavolozza chiara e variegata, tesa ad interpretare la meraviglia del mondo orientale, con le sue usanze, i suoi attimi di quotidianità, i suoi maestosi edifici e oggetti.

    Compaiono studi, disegni, oli e pastelli dedicati a ballerine, soldati, cortigiani, gente del popolo, inseriti in fastosi interni, in feste variopinte, nei giardini di Bangkok, nei suoi canali. Ne sono esempio dipinti come Atrio del Tempio Reale Wat Phra Keo a BangkokInterno a BangkokDanzatori siamesi, una serie di capolavori dalla smagliante ricchezza cromatica, lontani dalla sua produzione torinese. Circa cento studi del suo primo soggiorno in Siam compaiono nel Padiglione siamese dell’Esposizione di Torino del 1911.

    Rientrato in patria, prima del secondo viaggio in Tailandia, Ferro si dedica alla produzione di ritratti e di dipinti di figura e di interni, coniugando l’attività pittorica a quella di insegnante presso l’Accademia Albertina. Partecipa alla prima guerra mondiale, senza smettere di disegnare e di realizzare studi dei paesaggi della Valcamonica, dove si trova come tenente.

    Nel 1920 si sposa e diventa padre: i suoi studi e dipinti acquisiscono un’ulteriore intimità e personale visione familiare, tanto che a Milano, nel 1921 presenta Madre, mentre alla Biennale veneziana del 1922 invia Maternità e Ritratto della moglie. Il 1923 è l’anno del suo secondo viaggio in Siam, per terminare le decorazioni reali: disegni e oli ancora più brillanti compaiono dopo questa rinnovata esperienza. Tra di essi, Danzatrice siamese, uno dei suoi dipinti più riusciti per freschezza e equilibrio cromatico.

    Tornato a Torino nel 1924 continua a dipingere, ma affianca la pittura da cavalletto alla decorazione a fresco, in alcune chiese liguri e piemontesi. In questi anni la sua produzione è ricca di ritratti e sensuali nudi, ma anche di intimi temi familiari, come Primi passi o Madre e bambino, presentato alla Quadriennale torinese del 1927. Muore a Torino nel 1934.

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    Opere di Cesare Ferro


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