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Pittore

Johann Heinrich Wilhelm Tischbein


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Johann Heinrich Wilhelm Tischbein

( Haina (Germania) 1761 - Eutin (Germania) 1829 )

Pittore

    Johann Heinrich Wilhelm Tischbein

    Johann Heinrich Wilhelm Tischbein nasce a Haina nel 1761 da una famiglia famosa per la cospicua presenza di artisti nelle passate generazioni. Il giovane Tischbein inizia a studiare pittura dal 1766 presso gli zii Johann Heinrich il vecchio e Johann Jacob, che lo introducono alla pittura del tardo Seicento francese e olandese.

    Più indirizzato verso un verismo lenticolare, nel 1772 compie un viaggio in Olanda per approfondire la pittura dei secoli precedenti. Rientrato in Germania, vive tra Kassel, Berlino e Hannover, dove lavora prevalentemente come ritrattista, comparendo, di fatto, tra i primi autori di un Romanticismo autentico, ricco di suggestioni Sturm und drang.

    Tischbein in Italia

    Ottenuta una borsa di studio dell’Accademia di Kassel nel 1779, compie un soggiorno in Italia, passando da Norimberga per ammirare le incisioni di Dürer, autore particolarmente apprezzato nel primo Romanticismo. Giunto in Italia, visita i maggiori centri che conservano memorie del Rinascimento, di cui si nutre per dare alla sua pittura una chiara svolta classicista. A Roma, studia l’antico, ma anche Raffaello e Michelangelo.

    Rimane talmente affascinato dalla cultura italiana e romana in particolare che, terminata la borsa di studio, fa di tutto per ottenerne un’altra dalla corte di Sachsen Gotha, in Svizzera, dove soggiorna nel 1781.

    Rientrato a Roma, si dedica a una serie di dipinti di storia che esprimono i suoi interessi preromantici per la storia medievale tedesca, tra cui Corradino di Svevia e Federico d’Austria in prigione. A metà tra un acerbo Romanticismo e il formalismo del classicismo alla David, Tischbein si presenta come un pittore eclettico, profondamente legato alla cultura letteraria del tempo. Non è certo casuale, quindi, il rapporto che instaura con Goethe, giunto a Roma nel 1786.

    Lo ospita nella sua casa di via del Corso e lo guida tra le antichità e le bellezze di Roma. L’anno successivo, invece, si stabiliscono a Napoli, altra tappa fondamentale del grand tour. Nonostante i rapporti tra i due si siano deteriorati proprio durante il soggiorno partenopeo, Tischbein raggiunge il successo sperato grazie alla sua opera più famosa, il Ritratto di Goethe nella campagna romana, che gli fa ottenere la nomina di direttore dell’Accademia di Napoli nel 1789.

    Tra pittura e incisione

    Durante il soggiorno a Napoli, l’artista partecipa alla campagna di scavi di Pompei, dedicandosi allo studio dei manufatti antichi, di cui realizza anche una serie di riproduzioni incisorie. Inoltre, esegue un album di acqueforti dedicate alla collezione di vasi greci di sir Hamilton, dal titolo Collection of engravings from ancient vases of Greek workmanship discovered in sepulcres in kingdom of the two Siciles now in the possession of sir W. Hamilton.

    Vasi, glittica, animali sono i principali soggetti delle incisioni dell’autore anche dopo l’allontanamento da Napoli a seguito della venuta dei francesi. Classicismo e preromanticismo si uniscono in una dimensione formale e poetica molto affine a quella di Otto Runge, con cui stringe amicizia durante il suo periodo passato ad Amburgo nel 1808.

    Pittore di corte del duca di Oldenburg, si trasferisce a Eutin fino alla fine alla sua morte, sopraggiunta nel 1829.

    Elena Lago

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