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Alfredo Biagini


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Alfredo Biagini

( Roma 1886 - 1952 )

Scultore

    Alfredo Biagini

    Alfredo Biagini nasce a Roma nel 1886. Si forma del 1905 al 1909 all’Accademia di Belle Arti di Roma. Terminata questa prima fase di studi, si trasferisce per un periodo a Parigi, dove è intenzionato a seguire corsi di anatomia e a studiare gli animali dello zoo della città.

    È proprio qui che si racchiude in nuce la sua identità di artista animalier. Fa la spola tra Roma e Parigi, fino a quando poco prima della guerra, si stabilisce in Villa Strohl-Fern. Qui si avvicina naturalmente alla linea decorativa di gusto secessionista, fornendo i suoi animali esotici di una sintesi esecutiva unica, caratterizzata da stilizzazione ed equilibrio formale.

    Il gusto secessionista e la scultura animalier

    Alla Mostra della Secessione del 1915 espone PinguinoOtariaServal e una Fanciulla dormiente e due anni dopo partecipa alla decorazione del Cinema Corso realizzato dall’architetto Marcello Piacentini, con cui instaura un duraturo sodalizio artistico. Infatti, nel 1918 prende parte alla Mostra presso la Casina del Pincio organizzata proprio da Piacentini e dedicata alla generazione di giovani scultori.

    Comincia ad ottenere i primi successi e ad esporre a livello nazionale ed internazionale, unendo allo studio anatomico e sintetico degli animali, quello della figura femminile, trattata con purezza e armonia, senza mai tralasciare il gusto decorativo.

    Alla Fiorentina Primaverile del 1922 compaiono una serie di animali come CervoPanteraLeone, ma anche maschere in gesso, LedaDiana Danzatrice, figure a tutto tondo e bassorilievi che trasmettono anche lo studio che Biagini fa sull’antico.

    Il sintetismo plastico

    Il 1925 lo vede realizzare Amatria, una scimmia in marmo per la scala del Teatro Quirinetta che si ispira ad una statuetta votiva egiziana del Dio Thot studiata da Biagini al Louvre, negli anni parigini. La scultura decorativa pubblica e privata lo accompagna per molti anni: nel 1930 eseguirà la Via Crucis per il Cristo Re, sempre in collaborazione con Piacentini, per poi dedicarsi al rilievo con le Georgiche virgiliane per l’Istituto di Previdenza Sociale Fascista, in piazza Augusto Imperatore.

    Alla Biennale di Venezia del 1926 presenta l’armonioso Cercopiteco rosso, una delle sculture più famose e riuscite, nella sua perfezione formale, nel preciso contrappunto che mette in contrasto line curve e sintetiche e linee più nette e rigide, nella costruzione di un animaletto anatomicamente aderente alla realtà.

    All’Esposizione di Roma del 1929 presenta Testa di bimboFaunessaGiudittaTesta e di nuovo Cercopiteco rosso, mentre alla Biennale del 1932 San Sebastiano, Torso di donna e Arianna. La consueta sintesi formale lo accompagna fino alla fine della sua carriera, spaziando nell’utilizzo di diversi materiali: dal bronzo alla terracotta alla ceramica policroma al marmo. Vince, negli anni Quaranta, il concorso per le porte bronzee di San Pietro, ma non può terminarle perché muore nel 1952.

    Elena Lago

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    Opere di Alfredo Biagini


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