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Scultore
Ercole Rosa
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Ercole Rosa
Ercole Rosa nasce a Roma nel 1846, ma trascorre la sua infanzia a San Severino Marche, luogo dove si era trasferito il padre per il lavoro da scalpellino. Nel 1858 ottiene una piccola borsa di studio sostenuta dal Vescovo di San Severino, Francesco Mazzuoli, che gli permette di studiare scultura nell’Urbe e affinare le sue precoci abilità all’Accademia di San Luca. Il giovane affianca allo studio il praticantato in diverse botteghe dove fa esperienza nella lavorazione del marmo.
Lo stile di Ercole Rosa si iscrive fin dall’inizio nel segno del verismo trovando la maniera per coniugare lo studio della statuaria classica all’osservazione della realtà.
Vive in prima persona gli scontri che porteranno all’Unità d’Italia, e in una di quelle occasioni, durante la battaglia di Mentana, concepisce la sua opera più celebre: I fratelli Cairoli, gruppo scultoreo che verrà eretto al Pincio nel 1883. La scultura mostra il momento della morte di Enrico sorretto dal fratello Giovanni. La composizione è piramidale con alla base il corpo senza vita di Enrico e al vertice il viso di Giovanni con l’arma tesa. Tratta la tematica romantica con un linguaggio verista che si può cogliere dall’intensità delle espressioni e dai dettagli delle vesti.
Lo scultore espone il lavoro alla Mostra delle Belle Arti di Roma del 1873 grazie a quale ottiene successo e viene consacrato ufficialmente. Da questo momento in poi inizia a riceve numerose commissioni pubbliche come il Monumento a Vittorio Emanuele II eretto nel 1896 a Piazza del Duomo a Milano, pochi anni dopo la sua morte. Lo scultore raffigura il re, primo sovrano dell’Italia Unita, nell’atto di frenare il cavallo sul campo di battaglia, mentre scolpisce sui bassorilievi del basamento episodi degli scontri risorgimentali.
Partecipa raramente alle rassegne espositive: lo troviamo nel 1877 alla Promotrice di Napoli con il già citato gruppo dei Fratelli Cairoli, Manzoni e Garibaldi, gli ultimi due conservati oggi alla Galleria Nazionale di Roma. Il ritratto di Garibaldi viene eseguito in seguito ad un incontro nello studio di Ercole Rosa tra i due. Poi nel 1893 prende parte all’Esposizione Nazionale di Roma con il già menzionato Busto di Manzoni, Studio di testa e Statua in gesso. Questa è l’ultima esposizione alla quale partecipa poiché si spegne nello stesso anno, a soli quarantasette anni. Nel 1895 vengono presentati alcuni suoi lavori alla Mostra della Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma quali Busto in bronzo di Garibaldi, Monumento a Byron, Ci siamo e ci resteremo e Il poeta Porta.
Altre opere da lui realizzate sono Diana boschereccia, Il suonatore ambulante, La baccante, Cleopatra e Frine, lavori che manifestano questo forte legame, mai spezzatosi, con il modellato classico. Si occupa inoltre della decorazione del frontone del Palazzo delle Finanze di Roma per il quale realizza il gruppo dell’Agricoltura e dell’Industria.
Emanuela Di Vivona
Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.