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Pittore

Diodati Francesco Paolo


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Diodati Francesco Paolo

( Campobasso 1864 - Napoli 1940 )

Pittore

    Diodati Francesco Paolo

    Un lieve incidente, accade sempre così, decide della vita di un uomo: ciò è avvenuto per Francesco Paolo Diodati. Questo giovane pittore doveva essere, invece, un musicista. Frequentava il collegio di San Pietro a Maiella, in Napoli, ed aveva a compagni, già molto più innanzi di lui nello studio della musica: Emanuele Gianturco, che la politica distrasse dalle armonie, alle quali avrebbe dato certo un notevole contributo.

    Nicolò von Whesterhout, rapito così presto ai grandi meritati successi, e molti altri che oggi hanno buona rinomanza. Un giorno, suo zio, l’avv. Tito Diodati, volle condurlo a visitare una delle Esposizioni della Promotrice Salvator Rosa. Tutti i progetti per l’avvenire, fatti dal giovanissimo musicista, furono sconvolti da quella visita. Egli si fermò lungamente davanti ad ogni quadro, ad ogni scultura, e s’innammorò perdutamente della sua arte, fino al punto che, tornato a casa, comperò qualche pennello, qualche tubetto di colore ed incominciò ad imbrattar tavolette e cartoni.

    Ben presto, pur conservando intatto l’amore per la musica, non frequentò più il classico Conservatorio napoletano e diresse i suoi passi verso l’Istituto di Belle Arti, dove ebbe, prima guida e maestro Gioacchino Toma. Aveva diciotto anni, quando, nel 1882, espose il primo quadro, “In attesa”, alla Promotrice di Genova e fu quello il suo primo successo, poiché il dipinto piacque e fu venduto. Il successo fu per l’artista un grande incoraggiamento, sì che l’anno dopo, nel 1883, presentò alla Mostra della Promotrice Salvator Rosa di Napoli varii dipinti, fra i quali “I da cca non me movo” fu acquistato dalla Società e toccò in sorte al Duca Giovanni Valiante.

    La sua via era bella e tracciata. Mise su uno studio, vi rinchiuse pure un pianoforte, e visse così varii anni, alternando gli studii di musica con quelli di pittura, il ritratto con il paesaggio, la scenetta colpita in piena via con la marina. Ha esposto, successivamente, oltre che alla Promotrice di Napoli, quasi tutti gli anni a molte Esposizioni Nazionali ed Internazionali.

    Nelle Mostre della Promotrice Salvator Rosa del 1884, 1885 e 1890 i quadri “La correzione dell’artista”, “Parlare al portiere” e “Ultimo Sosio” furono acquistati dalla Società e toccarono in sorte rispettivamente al sig. Francesco Ripandelli, al sig. Paolo Spadacenta e al Municipio di Napoli.

    Nelle Mostre del 1886 e 1896 il pastello “Amelia” e il dipinto “Un corteo” furono comperati da S. M. il Re Umberto I; il primo trovasi nella Galleria di Capodimonte e l’altro nel palazzo Reale di Napoli. In quella del 1888 il quadro dal titolo “Capri” fu acquistato dal Municipio di Napoli; in quella del 1911 “Paesaggio” fu comperato dal Comitato pel Cinquantenario, “Testa di donna”, comperato dalla Società, toccò in sorte al cav. Crescenzo Capozzi, e “Capri” fu acquistato da S. A. R. il Duca D’Aosta. Uno dei più belli lavori del Diodati è senza dubbio “Un corteo”.

    Il soggetto, un lavoratore che nell’ora del tramonto, per una via fangosa e sotto il soffio del vento, si trasporta sotto il braccio, doloroso fardello, il piccolo feretro d’una sua creatura, è espresso con un sentimento di così profonda mestizia da lasciare negli occhi del visitatore un ricordo incancellabile. Il Diodati artista d’ingegno vivo e versatile, ha trattato bene oltre che il paesaggio e il quadro di genere, con gustose riproduzioni della vita popolare italiana, anche il pastello e il ritratto. Da varii anni si è dedicato alla pittura antica, restaurando, con nobili mezzi e con buon risultato, dipinti talora pregevoli che o l’ingiuria del tempo o la trascuraggine dei proprietarii hanno deteriorati.

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    Opere di Diodati Francesco Paolo


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