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Gabriele Castagnola

( Genova 1828 - Firenze 1883 )

Pittore

    Gabriele Castagnola

    Gabriele Castagnola, nato a Genova nel 1928, si forma all’Accademia Linguistica di Belle Arti. Verso la fine degli anni Quaranta, affianca all’attività pittorica, quella di illustratore, lavorando per alcuni giornali satirici di vocazione repubblicana, tra cui “La Maga”.

    Inizia ad esporre alla Promotrice di Genova a partire dal 1851 e vi partecipa regolarmente fino al 1880. Sin dagli esordi si distingue per una pittura di stampo romantico concentrata sulla scelta di soggetti storici e letterari, senza dimenticare la vasta produzione di scene di genere. Infatti, il suo esordio del 1851 corrisponde alla presentazione del dipinto di genere Il primo dolore, mentre nel 1854 compaiono, sempre alla Promotrice genovese, alcuni ritratti e Piccola contadina e nel 1856 il soggetto di storia contemporanea Ritorno dalla Crimea.

    Si tratta della prima dimostrazione di vicinanza alle istanze risorgimentali, poi proseguita non solo nell’attività pittorica, ma anche in quella grafica. Tavole illustrate, litografie con ritratti, scene di storia e di cronaca arricchiscono la sua produzione grafica, in gran parte conservata presso il Museo del Risorgimento di Genova e la Civica Raccolta dei Disegni e delle Stampe di Palazzo Rosso.

    La pittura di storia: l’interesse per il revival rinascimentale e medievale

    È soprattutto a partire dalla fine degli anni Cinquanta, che Gabriele Castagnola si dedica con maggiore regolarità alla produzione di soggetti storici e letterari. Risale alla Promotrice del 1858 la ricostruzione Raffaello e la Fornarina e a quella dell’anno successivo il soggetto medievale Aldruda Donati che presenta sua figlia a Buondelmonte – origine dei Guelfi e Ghibellini.

    La sua è una pittura dal cromatismo nitido e pulito che rientra alla perfezione nella tradizione romantica, sia per la scelta dei temi, sia per l’impostazione teatrale delle scene, sia per l’evidente chiarezza compositiva che si rifà alla tradizione romantica lombarda e al revival medievaleggiante tipico della Liguria di metà Ottocento. Alla Promotrice del 1860 espone Venere e Castruccio trovato da Madonna Dianora Castracani e F. Lippi pittore fiorentino innamoratosi di Lucrezia Buti la fa fuggire dal convento nel 1862

    Il trasferimento a Firenze: un cromatismo più sciolto

    In questi anni, viaggia molto tra la Toscana, Roma e Napoli, per poi stabilirsi definitivamente a Firenze, città in cui sente forte l’influsso della pittura di macchia. Pur non abbandonando la tematica di storia, abbandona pian piano quel suo purismo cromatico e disegnativo, per approdare ad una colorazione più disinvolta e ispirata al vero, soprattutto per via dell’attenzione alle variazioni luministiche, come bel si nota nell’emozionate Bianca Capello e nella scena Il fine di Alessandro de’ Medici, presentate nel 1865 a Genova.

    Verso la metà degli anni Sessanta, inoltre, rifanno la loro comparsa i soggetti di genere, tra cui Odo i suoi passi, M’ama non m’ama, Le ore d’ozio, Un fiore e Il ritorno dalla cerca, sempre accompagnate da dipinti di ricostruzione, come Petrarca che prega il pittore Memmi di ritrarre Madonna Laura. Espone per l’ultima volta nel 1880 a Genova, presentando un Ritratto che presenta un cromatismo ormai sciolto e uno spiccato verismo. Attivo fino alla fine, Gabriele Castagnola muore a Firenze nel 1883.

    Elena Lago

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