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Pittore

Renato Brozzi


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Renato Brozzi

( Traversetolo 1885 - 1963 )

Pittore

    Renato Brozzi

    Renato Brozzi nasce a Traversetolo, in provincia di Parma, nel 1885. Presenta sin da subito una notevole propensione verso l’arte. Inizia a lavorare in una fonderia artistica nei pressi di Parma, per poi frequentare lo studio del pittore Daniele De Strobel che gli consiglia, considerato il suo talento di cesellatore, di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Parma. Questi saranno per lui anni importantissimi, sia per la frequentazione dei corsi di Cecrope Barilli, sia per la conoscenza di quello che diventerà uno dei suoi amici più sinceri, Amedeo Bocchi.

    L’arte della cesellatura

    Il suo esordio risale al 1905, ma nel 1907 partecipa alla sua prima Biennale di Venezia con AsiniPorchetto Al pascolo, targhette animalier che dimostrano tutta la sua perizia tecnica di matrice rinascimentale.

    Prima degli anni Dieci si trasferisce a Roma per frequentare la Regia Scuola d’Arte della Medaglia. Nel 1915 divide la sua casa-studio di Villa Strohl-Fern, insieme ad Amedeo Bocchi, dando inizio ad una fiorente carriera di cesellatore, gradito ai più alti ambienti artistici e culturali della capitale. I suoi oggetti sono richiestissimi, per la loro notevole qualità, per gli accenti liberty e per la raffinatezza della cesellatura.

    Alla Biennale di Venezia del 1912 presenta due bassorilievi con Bestie varie, una scultura in bronzo argentato con Cerbiatti, un servizio di piatti da frutta sbalzati. Sarà proprio la città di Venezia che lo avvicinerà alla figura di Gabriele D’Annunzio, con cui si legherà dal punto di vista artistico e personale per molti anni.

    I soggetti animalier

    Il vate gli commissionerà numerosissimi oggetti minuti e eleganti per la collezione del Vittoriale, tra cui posacenere, coppe, piccoli e fini animali ornamentali, spillette e servizi cesellati e sbalzati. Partecipa alla Biennale del 1920 con CinghialiPecore e Daini, mentre nel 1921 espone in una collettiva alla Galleria Pesaro di Milano, insieme ad Amedeo Bocchi e Nicola D’Antino.

    Compaiono, tra le centodue opere esposte, studi di animali, Fagiano argentatoCapre in corsaOche in ascoltoAgnelliniPulciniBracciali con gazzelle, medaglie sbalzate e la Spada d’onore offerta al generale Diaz dalla città di Venezia. Continua ad esporre alle Biennali veneziane fino al 1932 una serie di minute opere animalier, oggetti, targhe e sculture tra cui Gatta coi piccoliLe damigelleMaternitàAtteggiamento di due gatti. Diversi sono anche i monumenti pubblici che Brozzi realizza durante gli anni del fascismo, come la statuetta con la Vittoria del grano o la Vittoria angolare per la sua città natale. In occasione della grande mostra dell’animale nell’arte tenutasi a Roma nel 1930 gli viene dedicata una personale. Partecipa alla Quadriennale di Roma del 1935 con Zebra assalita da un leonePiccoli gattini e La preda, tre disegni che rappresentano la grande forza descrittiva di Brozzi. Continua poi a cesellare per tutti gli anni Quaranta e Cinquanta. Muore a Traversetolo nel 1963.

    Elena Lago

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    Opere di Renato Brozzi


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