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Pittore

Saverio (Xavier) Della Gatta


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Saverio (Xavier) Della Gatta

( Documentato a Napoli dal 1777 al 1827 )

Pittore

    Saverio (Xavier) Della Gatta

    Del pittore Xavier Della Gatta, attivo a Napoli, abbiamo notizie solo a partire dal 1777. È proprio da quest’anno in poi che risulta iscritto presso l’Accademia napoletana, dove è allievo di Giacomo Cestaro. Risale al 1779 la sua prima opera nota, una Veduta del Vesuvio, tradotta poi in incisione insieme ad altre opere sue e di Alessandro D’Anna, raccolte nel volume Ragionamento istorico intorno all’eruzione del Vesuvio.

    Sempre insieme a D’Anna si occupa della realizzazione di una serie di vedute che vanno a descrivere i costumi del Regno di Napoli, per cui dal 1782 compie un viaggio in diversi luoghi del regno, come una sorta di moderno reporter.

    Nella prima metà degli anni Novanta, soggiorna a Roma, epoca a cui risale il primo acquarello noto, realizzato attraverso gli stilemi classici della veduta. Si tratta di Paesani e animali vicino alla tomba di Cecilia Metella, conservato in collezione privata, acquarello da cui emerge una solida capacità interpretativa delle scene di vita quotidiana, in cui piccole figure sono inserite in un contesto paesaggistico più ampio e imponente. Quindi Della Gatta non deve essere identificato solamente come vedutista, ma anche come dotato interprete di scenette e di costumi popolari, fino ad arrivare alla realizzazione di dipinti di carattere mitologico o encomiastico.

    Paesaggi partenopei e scene di genere compaiono nel repertorio dell’artista, abilissimo nella pittura a guaches, tanto che alcune sue opere sono conservate in collezioni straniere, soprattutto inglesi. Le sue vedute ampie e limpide, connesse con figure di popolani lo avvicinano a Pietro Fabris, mentre la stesura luminosa ai modi di Philipp Hackert.

    Una delle sue opere più importanti, Veduta di Napoli da Posillipo, evidenzia proprio questo punto di contatto con il pittore tedesco attivo in Italia. Non si conoscono opere di Della Gatta che vadano oltre la fine degli anni Venti. Le ultime opere sono soprattutto piccole vedute realizzate per i turisti o addirittura cartoline realizzate con la tecnica pochoir, molto diffusa nel mercato dei collezionisti esteri.

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