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Pittore

Alimondo Ciampi


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Alimondo Ciampi

( San Mauro a Signa 1876 - Firenze 1939 )

Pittore

    Alimondo Ciampi

    Alimondo Ciampi nasce nel 1876 a San Mauro a Signa, vicino Firenze, da una famiglia di contadini. Il suo destino è quindi segnato ed inizia a lavorare nei campi insieme ai genitori, ma contemporaneamente sviluppa un forte interesse per il disegno e rimane spesso a guardare con attenzione le sculture della parrocchia del luogo.

    All’inizio degli anni Novanta, desideroso di dedicarsi alla scultura, si trasferisce a Firenze e trova lavoro nell’officina di marmi Fiaschi. Firenze gli offre uno spettacolo persistente: tra i musei e le nicchie di Orsanmichele, trova continuamente ispirazione per le sue prime sculture eseguite come marmista nella bottega.

    Equilibrio formale e afflato spirituale

    Sensibile al modellato puro ed equilibrato del Quattrocento toscano, Alimondo Ciampi coniuga queste suggestioni alla delicata armonia simbolista dei primi del Novecento. L’autentica essenzialità delle forme si unisce al sentimento del dramma umano, in una attenta adesione al vero, soprattutto nella sottile resa psicologica delle figure rappresentate.

    Esordisce all’Esposizione fiorentina del 1903 con un Ritratto, stesso anno in cui si iscrive alla Scuola Libera del Nudo che gli consente definitivamente di mettere alla prova le sue abilità di scultore. L’armonia compositiva che emerge dai corpi sensibili alla luce si riscontra anche nelle pose naturalistiche e nella ferma adesione alla realtà, nel racconto delle intime trame dell’animo umano.

    Nel 1904 espone le opere in gesso Problema e soluzione, Autoritratto e Da mane a sera. Queste di inizio Novecento sono le mostre che inaugurano una fiorente attività espositiva, non solo legata a Firenze, dove espone regolarmente fino al 1908, ma anche alla Biennale di Venezia, cui partecipa a partire dal 1909, con un Autoritratto.

    Figure aggraziate o tormentate, delicati volti femminili o infantili, delicati corpi di figure del mito (come Sirena e Narciso del 1907) costellano la sua produzione scultorea fino agli anni Trenta, quando ancora si contraddistingue per la gentilezza esecutiva e per la spontaneità nella resa dei soggetti più disparati.

    Tra vero e sentimento

    Tra le opere più significative di Alimondo Ciampi compaiono Latte e sangue!, La via perduta e il Piedino ferito, quest’ultima esposta alla Mostra Internazionale di Roma del 1911. Sculture in cui l’adesione alla realtà si unisce all’emozione di angoscia e turbamento che derivano dagli accadimenti della vita che animano i suoi personaggi e che fanno di questo scultore un raffinato interprete del vero unito al sentimento.

    Alla Secessione romana del 1913 espone Frammento, a quella del 1914 Ritratto e alla Biennale dello stesso anno, espone Madre!. Dopo la Prima guerra mondiale, si dedica all’esecuzione di alcuni monumenti funebri, caratterizzati dalla consueta intensità introspettiva.

    Nel 1920 è di nuovo alla Biennale con Giotto e vi ritorna nel 1922 con Primo peccato e nel 1924 con Piccola bagnante e Famiglia di conigli. La sua carriera viene coronata dalla Mostra alla Galleria Pesaro del 1928, dove espone ventinove sculture, tra cui Preghiera della sera, Elemosina, Verso la madre, Il nido, Graziella, Rimembranze, Abbandonata, Ofelia, Bagnante, La buona novella e Melanconia. Attivo fino alla fine, muore a Firenze nel 1938.

    Elena Lago

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    Opere di Alimondo Ciampi


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