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Pittore

Angelo Morbelli


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Angelo Morbelli

( Alessandria 1853 - Milano 1919 )

Pittore

    Angelo Morbelli

    Angelo Morbelli nasce da una benestante famiglia di Alessandria. Nel 1867, dimostrate le sue doti artistiche, ottiene una borsa di studio dal suo Comune, grazie alla quale può trasferirsi a Milano per frequentare l’Accademia di Brera. Qui, si forma sotto l’ala di Raffaele Casnedi e Giuseppe Bertini e stringe ben presto amicizia con Giuseppe Pellizza da Volpedo.

    Esordisce a Brera nel 1874 con il dipinto verista Interno del coro del monastero Maggiore in Milano. Mentre nel 1875 espone La Galleria Vittorio Emanuele in Milano: per la realizzazione di questa tela si era servito di una fotografia, pratica molto usata da Morbelli, che a fine carriera sperimenterà molto il mezzo fotografico come fonte artistica a sé stante.

    Nel 1879 a Torino espone Sito remoto del giardino e Lezione meritata, mentre nel 1881 a Milano espone una serie di dipinti di genere aneddotico, prima di prendere la strada della tecnica divisionista e dell’impegno sociale delle tematiche. Continua con questo filone per gran parte degli anni Ottanta, ma, quando entra nella cerchia di pittori promossi da Vittore Grubicy de Dragon, avviene la svolta pittorica di Morbelli.

    Iniziano le sue ricerche sul colore e sulla luce e soprattutto si avvicina a temi drammatici, strettamente connessi con il problema degli ospizi per i poveri e per gli anziani.

    Già nel 1883 alla Promotrice di Belle Arti di Genova, aveva presentato il dipinto Giorni Ultimi, il primo dei tanti dedicato al cosiddetto tema dei “vecchioni”, che tra l’altro, gli fa ottenere il Premio Fumagalli e nel 1889 la medaglia d’oro all’Esposizione di Parigi. È proprio quest’opera che dà avvio all’indagine sociale e realistica che Morbelli conduce all’interno dell’ospizio per anziani Pio Albergo Trivulzio, che frequenterà e studierà per tutta la vita.

    Condivide la questione sociale con artisti quali Pellizza, Longoni e Sottocornola e come loro, diventerà uno dei maggiori rappresentanti del Divisionismo. Stimolato da Grubicy, compie una forte sperimentazione sugli effetti luministici dando vita una divisione dei colori vaporosa e pulviscolare che veste le figure di un’aura protettiva, come se fossero lontane nel tempo e nello spazio.

    Il tema della vecchiaia viene magistralmente trattato nel ciclo Il poema della vecchiaia, composto dal pendant Mi ricordo quando ero fanciulla e Il Natale dei rimasti e poi da Sedia vuotaI due inverniSiesta invernale e Le due calzette presentati alla Biennale veneziana del 1903. Essi vengono poi coronati dall’ultimo dipinto presentato invece alla Biennale del 1905, Sogno e realtà, accompagnato da Le Parche.

    Il tema della vecchiaia viene affiancato dalla ricerca sulla questione sociale e del lavoro in generale, in dipinti come S’avanza, dedicato all’allegoria della morte che silenziosamente sta raggiungendo una ragazza affetta da tisi, e 80 centesimi, che riguarda invece il lavoro delle mondine.

    Questi, presentati nel 1896 alla Triennale torinese, anticipano tele quali Per sempreLe ultime mosse e Una partita interessante esposti a Milano nel 1907. Negli anni Dieci la tecnica divisionista giunge ad un livello altissimo, che interessa non soltanto i sentiti temi escatologici e simbolici dell’umanità, ma anche puri e semplici paesaggi.

    Si rifugia infatti spesso a Colma di Monferrato, da cui realizza una serie di vedute emozionanti e caratterizzate da un Divisionismo perfetto e visionario: ne sono esempio Mattino Pomeriggio al tramonto inviati a Venezia nel 1910, ma anche Tramonto a BuranoUltima neve Tra gli zingari. Il dipinto di reminiscenza dantesca, con il titolo Era già l’ora che volge al desio, paesaggio malinconico e crepuscolare, viene presentato alla mostra della Società Amatori e Cultori delle Belle Arti del 1910.

    Dal 1912 Morbelli redige il diario La via crucis del Divisionismo, in cui è presente una serie di acute riflessioni personali sul Divisionismo. Muore a Roma nel 1919.

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