Hai cercato

Pittore

Francesco Paolo Michetti


Sei interessato alla vendita o all'acquisto delle sue opere?

Acquistiamo opere di questo artista

e di altri pittori e scultori dal XVI secolo sino alla prima metà del XX secolo

La galleria Berardi offre un servizio gratuito e senza impegno di valutazione di opere di arte antiche e moderne. Per orientarsi nel mercato dell'arte, assai complesso e pieno di sfumature, è meglio affidarsi ad un consulente professionista che sappia rispondere in maniera veloce e concreta alle tue esigenze. La chiarezza delle risposte risolverà in maniera efficace la necessità di stimare o mettere in vendita un bene.

Contattaci immediatamente senza impegno

Risposte anche in 24 ore:

Telefono

06.97.606.127

E-mail

info@berardiarte.it

Whatsapp

347.783.5083

Francesco Paolo Michetti

( Tocco di Casauria 1851 – Francavilla al Mare 1929 )

Pittore

    Francesco Paolo Michetti

    Già dal 1868 si trasferi’ a Napoli per studiare sotto la guida di Domenico Morelli e di Filippo Palizzi. Grazie a Dalbono entrò in contatto con la scuola di Portici e superò in tal modo l’eccessiva analisi di Palizzi. La prima produzione, sostenuta dai fratelli Rotondo, è dedicata a soggetti agresti con pastorelli e animali. Il contatto con de Nittis avvenuto a Portici gli permette di entrare in contatto con i mercanti internazionali. Nel 1872 esordì al Salon di parigi con grande successo.

    Nel 1877 raggiunse la fama con La processione del Corpus Domini, un dipinto che al soggetto costumbrista univa una tecnica innovativa, risolta con una tavolozza luminosa e con un tocco vibrante, debiti evidenti dell’esempio di Fortuny. Nel 1883 inviò a Roma Il voto, opera caravaggesca e anti graziosa, con la quale testimonia un mutamento di interessi. Non più la pittura commerciale ma lo studio sociale della gente abruzzese. Nel 1895 a Venezia presentà La figlia di Iorio (Pescara, Palazzo Provinciale), dipinto che rivela la raggiunta maturità per sintesi e ordine formale.

    Nel 1900 all’esposizione internazionale di Parigi inviò Gli storpi e Le serpi (Francavilla al Mare, Municipio) ed in seguito si interessò più alla fotografia e ad una pittura quasi monocroma. Scheda: L’opera, raffigurante lo scherno di alcuni uomini al passaggio di due donne portatrici d’acqua, costituisce un’idea per La figlia di Jorio, uno dei cicli più celebri sviluppati da Michetti, dedicato al tema del rapporto fra i due sessi nella società contadina.

    A partire dalla metà degli anni Settanta l’artista comincia ad affiancare alla soggettistica pastorale la rappresentazione dei principali momenti della tradizione abruzzese – matrimoni, feste, funerali, processioni – nonché dei drammi umani intesi nel loro valore universale.

    Lo interessano le leggi primarie sottese alla vita degli uomini, perché, come scrive d’Annunzio, che con Michetti condivide la medesima ricerca, dando nel 1903 alle stampe la sua Figlia di Jorio, “L’uomo primitivo, nella natura immutabile, parla il linguaggio delle passioni elementari” (Lettera di d’Annunzio a Francesco Paolo Michetti, 31 agosto 1903, in Sillani 1932, p. 113). La figlia di Jorio impegna Michetti per un lunghissimo arco di tempo: un primo studio data al 1879; una tela viene presentata all’Esposizione di Milano del 1881, mentre una nuova versione viene esposta con successo alla Biennale veneziana del 1895.

    In quest’arco temporale si collocano una vasta serie di bozzetti e di opere finite, che, pur nelle diverse soluzioni, appaiono connesse tra di loro da una serie di rispondenze di tipo iconografico e compositivo.

    Ricorrono una serie di espedienti rappresentativi: gli uomini appoggiati all’albero, le pose spavalde a gambe divaricate, il passaggio della donna, che, in tutti i casi, incede altera e solenne, indifferente al dileggio e portatrice di una fierezza antica. Come scrive Ettore Janni, “Nella mente geniale dell’artista La figlia di Iorio non era soltanto un quadro: era un poema di cui una serie di quadri dovevano essere i canti, un poema di passione, di peccato, di odio, come una leggenda nella cui semplicità grandiosa stesse la tragedia di una vita, attraverso l’Abruzzo estetico e spirituale” (Janni 1914).

    Notevole, in quest’opera, la fattura pittorica: se negli anni Settanta, sotto lo stimolo di Mariano Fortuny, l’artista aveva messo a punto quella maniera, così apprezzata nella scena internazionale, che, alternando con disinvoltura parti finite e non finite, rappresentava una sorta di vorace presa di possesso della realtà nella singolarità di ogni sensazione ottica, sempre più nel corso degli anni Ottanta il colore, ridotto ai toni bassi della tavolozza, tende, anche sulla scorta di suggestioni nipponiche, a liberarsi in larghe e sintetiche sciabolate di forte valore astraente.

    È con questa ricerca sperimentale, in cui si manifesta evidente l’urgenza di andare oltre la realtà del visibile per captarne la sostanza immutabile, che Michetti varcherà le soglie del nuovo secolo, sviluppando, indifferente al successo, una modernissima autonomia di visione.

    LEGGI TUTTO

    acquisto opere artisti e stima pittura e scultura

    Opere di Francesco Paolo Michetti


    Altri artisti che potrebbero interessarti

    Iscriviti alla newsletter per ricevere le mostre in preparazione e le nuove acquisizioni!

    Il sito viene aggiornato costantemente con opere inedite dei protagonisti della pittura e della scultura tra Ottocento e Novecento.

    Example
    © Copyright Berardi Galleria d'Arte S.r.l.