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Carlo De Veroli


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Carlo De Veroli

( Carrara 1890 - Napoli 1938 )

Scultore

    Carlo De Veroli

    Il bronzo di Carlo De Veroli fu esposto per la prima volta, sotto il titolo di Nudo, alla Seconda Quadriennale romana, nel 1935, insieme a una Bagnante in bronzo e a una Testa di signora in terracotta. Fu forse nuovamente esposto nella retrospettiva allestita alla Biennale veneziana del 1940 per onorare l’artista prematuramente defunto, occasione che vide riunite quattro terrecotte e undici sculture in bronzo (fra queste anche due Nudi), purtroppo non riprodotte in catalogo (cfr. Schettini 1940).

    Fu infine ripresentato alla mostra L’Arte nella vita del Mezzogiorno nel 1953, sotto il titolo di Nudo di donna, insieme a un Nudo accovacciato appartenente anch’esso alla collezione di Giovanni Signorini, membro della famiglia di industriali proprietari della Cirio.

    Nato a Carrara il 30 aprile 1890, da Michele De Veroli ed Enza Dazzi, sorella di quell’Arturo Dazzi destinato a divenire scultore di fama, Carlo De Veroli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Carrara negli anni della direzione di Antonio Allegretti, diplomandosi nel 1908-1909. La sua formazione proseguì presso il laboratorio di Carlo Nicoli, dove iniziò a scolpire il marmo.

    Seguì poi, nel 1911, lo zio Arturo Dazzi a Roma, collaborando con questi alla modellazione del fregio dell’Altare della Patria. Dopo aver partecipato senza fortuna alle edizioni del 1911 e del 1914 del premio Fabbricotti e al concorso del 1913 per il pensionato a Roma, allo scoppio della Grande Guerra De Veroli si arruolò come sergente d’artiglieria.

    Combatté al fronte per tre anni fin quando venne trasferito all’Arsenale di Napoli. Decise allora di stabilirvisi, iniziando a frequentare lo studio di Vincenzo Gemito dove conobbe la modella Carolina Pelanti, sposandola dopo soli tre mesi nel 1919. Le difficoltà economiche in cui versava furono superate lavorando per altri scultori all’esecuzione di monumenti celebrativi dedicati alla Vittoria.

    Nel 1921 De Veroli partecipò con tre opere, Testa di giovaneRitratto di signora Frammento, alla I Esposizione Biennale Nazionale d’Arte della Città di Napoli, tenutasi sotto la presidenza onoraria di Benedetto Croce e con una giuria d’accettazione composta da scultori del calibro di Achille D’Orsi, Lionello Balestrieri e Giovanni Nicolini.

    Gemito, che lo stimava, gli procurò il suo primo studio nelle scuderie di Villa Lucia al Vomero. La notorietà raggiunta lo fece invitare l’anno successivo alla Biennale veneziana, rassegna alla quale avrebbe partecipato per tutte le edizioni degli anni Venti, facendosi notare soprattutto per le sue pregevoli opere in bronzo, nudi e ritratti, fuse dalla celebre ditta Chiurazzi.

    Una prima mostra personale, con ventisette opere, allestita presso la Villa comunale di Napoli nel 1924, lo fece emergere definitivamente sulla scena artistica partenopea, procurandogli diverse commissioni come ritrattista (cfr. Picone Petrusa 2014).

    La Prima Mostra Sindacale Fascista Campana, tenutasi a Napoli nel 1929 con la presidenza di Oppo e una giuria d’accettazione composta da Giuseppe Casciaro, Lionello Balestrieri e Saverio Gatto, gli dedicò una sala monografica con dieci pezzi fra cui Riposo, Sogno, Dopo il bagno Bambina con frutta.

    “De Veroli ha dieci o dodici pezzi: ritratti e statuine, e questa Bambina con frutta esposta alla biennale veneziana”, riportava il critico Giovanni Artieri, osservando che “De Veroli e De Val [lo scultore Antonio De Val, N.d.R.] espongono nella stessa sala: si somigliano ma non si confondono. Moderni entrambi, hanno conquistato troppo presto forse, uno stile calmo, ma difficile, un po’ irrigidito in schemi” (Artieri 1929, pp. 247-248).

    Il commento, di grande interesse, testimonia l’avvenuta maturazione in senso novecentista, con un irrobustimento plastico e una progressiva stilizzazione delle forme, della produzione del De Veroli, ormai pronto a proporsi come l’interprete compiuto delle esigenze rappresentative del regime fascista. Il Nudo di donna del 1935 non propone forse una rilettura in chiave moderna e novecentista dell’Adolescente di Dazzi, esposta alla stessa Quadriennale romana?

    De Veroli ottenne dal regime incarichi prestigiosi, in primis, nel 1929, quello di otto statue colossali di atleti per lo Stadio dei marmi e una per la facciata della palazzina ad H del medesimo Foro Mussolini a Roma. Le statue, di quattro metri d’altezza, furono realizzate in marmo presso il laboratorio Carlo Nicoli a Carrara fra 1931 e 1932. 

    All’impegno per il Foro Mussolini seguirono altre commissioni monumentali, soprattutto per Napoli. Fra le più importanti si ricordano il distrutto monumento ad Aurelio Padovani, fondatore del partito fascista partenopeo, la decorazione scultorea della Stazione Marittima, la fontana del Tritone in piazza Cavour e il portale bronzeo del Palazzo della Provincia (1936).

    All’attività espositiva, assai intensa negli anni Trenta con la partecipazione alle Quadriennali romane, De Veroli associò dal 1936 l’insegnamento presso l’Istituto d’Arte di Napoli. Nel 1938, con le leggi razziali, ebbe problemi a causa delle sue origini ebraiche. La morte, sopraggiunta all’improvviso l’8 novembre di quell’anno, gli risparmiò ulteriori persecuzioni.

    In occasione della retrospettiva organizzata per ricordarne la figura alla Biennale veneziana del 1940 il busto della moglie, Carolina Pelanti, fu acquistato dal re (e fa attualmente parte delle collezioni del Quirinale), mentre la commissione del Ministero dell’Educazione Nazionale acquistò un suo Nudo (o Bagnante) per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, oggi nei depositi.

    Bibliografia

    Giovanni Artieri, Cronache napoletane. La I Mostra Sindacale Campana a Posillipo, in “Emporium”, vol. LXX, n. 418, ottobre 1929, pp. 242-249 (247-248)

    E. Marchetti, La scultura alla II Quadriennale Romana, in “Marmi Pietre Graniti”, marzo-aprile 1935, n. 2, p. 5

    Seconda Quadriennale d’Arte Nazionale. Catalogo generale, Roma, Tumminelli & C., 1935

    Alfredo Schettini, Mostra retrospettiva di Carlo De Veroli (1890-1938), in XXII Esposizione Biennale Internazionale d’Arte. Catalogo, Venezia, Officine Grafiche Carlo Ferrari, 1940, pp. 52-53

    Mariantonietta Picone Petrusa, Carlo De Veroli, in Il bello o il vero. La scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento. Catalogo della mostra (Napoli, Complesso monumentale di San Domenico Maggiore, 30 ottobre 2014 – 6 giugno 2015), a cura di Isabella Valente, Napoli, 2014, pp. 504-505

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