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Pittore

Pio Solero


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Pio Solero

( Sappada 1881 – 1975 )

Pittore

    Pio Solero

    Pio Solero studia dal 1898 presso l’Accademia di Venezia. Nel 1902, passa all’Accademia di Belle Arti di Roma e tra il 1903 e il 1904 completa la sua formazione trasferendosi in Germania per frequentare l’Accademia di Monaco di Baviera. Durante la sua esperienza tedesca, si lega a Carlo Bonomi e si interessa alla trattazione grafica e pittorica della corrente Jugendstil, guardando ai paesaggi montani di Ferdinand Hodler. Nel 1905 viaggia tra il Cairo, Venezia e l’Argentina, nella continua volontà di aggiornare la sua pittura e di trarre nuove suggestioni.

    Allo scoppio della prima guerra mondiale ritorna dall’Argentina per arruolarsi come volontario e per difendere le sue terre: combatte come alpino tra i massicci dolomitici della sua Sappada e nel 1916 viene fatto prigioniero. Terminata la guerra, si esaurisce anche la sua giovanile voglia di viaggiare, quindi si stabilisce per sempre a Sappada per dedicarsi alla pittura dal vero. I protagonisti delle sue tele sono le montagne e i paesaggi locali, rappresentati con una notevole forza cromatica ed una tecnica libera e veloce.

    La sua pennellata, potente e materica è tesa a vivificare e quasi ad onorare i paesaggi che tanto ama, quelli della Carnia e delle Dolomiti di Sappada, ricchi di suggestioni personali ed emozionanti. Il vero è reso tramite una veloce capacità di trarre l’impressione subitanea e mutevole, tenendo anche conto dell’influenza della ricercatezza del disegno secessionista.

    Nella sua dimora tra le montagne Pio Solero dipinge en plein air, senza adagiarsi nella solitudine completa, anzi, mantiene importanti contatti con gli artisti del tempo, che spesso invita a dipingere con lui, come Toni Piccolotto e Alessio Issupoff. I dipinti di questo periodo sono Paesaggio di montagnaNevePaesaggio alpinoUltima neve sul Monte Cristallo.

    Dopo una pausa intercorsa durante la seconda guerra mondiale, quando Solero non dipinge, riprende l’attività artistica negli anni Cinquanta, dedicandosi non solo a vedute alpine, ma anche a nature morte quali Mazzo di fioriBronzino e gallo cedrone e Vaso di fiori.

    La suggestiva Veduta del Gruppo del Popera con il paese di Danta è realizzata tramite una spatolata costruttiva, dai colori vivaci e intensi, quasi acidi nei loro accostamenti arditi, tra il verde acceso e il rosa dell’alba sulla montagna. Altre vedute dello stesso valore sono Veduta in montagna di seraBaita in montagnaCime innevateCasolari in montagnaMonte Pleros – Sul confine tra Carnia e CadoreSappada – Agosto 1938Paese di montagna. Attivo sino alla fine, muore nella sua Sappada nel 1975.

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