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Scultore

Ennio Tomai


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Ennio Tomai

( L'Aquila 1893 – Napoli 1969 )

Scultore

    Ennio Tomai

    Ennio Tomai nasce a L’Aquila nel 1893. La sua formazione si svolge nel corso degli anni Dieci a Napoli, dove si trasferisce giovanissimo per frequentare l’Accademia di Belle Arti. Agli studi accademici affianca la frequentazione dello studio dello scultore Filippo Cifariello (1864-1936), pur dedicandosi contemporaneamente alla pittura. Il suo esordio presso la Mostra della Società degli Amatori e Cultori di Roma del 1912 è infatti sia da scultore che da acquarellista.

    Suggestioni secessioniste

    Fino al 1914, l’artista compie un giro dell’Europa: si reca a Parigi e nell’est, giungendo fino a Odessa, città che risulta fondamentale per le sue prime committenze provenienti proprio dall’aristocrazia e dalla borghesia locali.

    Rientrato in Italia, partecipa alla Secessione romana del 1914 con Il critico e a quella del 1915 con Anima e materia e un Ritratto. Si tratta di opere ideate o iniziate a Odessa che presentano forti suggestioni simboliste.

    Con lo scoppio della guerra, Ennio Tomai si arruola e contemporaneamente lavora come illustratore per la rivista “L’Arte Muta” tra il 1916 e il 1917. Sono gli anni di una linea asciutta e pienamente secessionista, che si riversa anche nella produzione di scenografie, fotografie e cartelloni pubblicitari per il cinema, in particolare per la Polifilms di Napoli.

    La scultura animalier e la cifra caratteristica degli uccelli

    Accanto alla scelta di un grafismo secco e sintetico, si delinea l’osservazione delle forme quattrocentesche e rinascimentali, soprattutto nelle sculture e nei bassorilievi del primo dopoguerra. A partire dal Monumento ai caduti di Albenga si denota una sapiente gestione della monumentalità, elemento che viene meno nella sua produzione successiva di carattere prevalentemente decorativo.

    Questa fase della scultura di Ennio Tomai è soprattutto caratterizzata dalla scelta di soggetti animalier e in particolare nati dalla sua passione per l’ornitologia. Varie e numerose specie di uccelli, trattati con minuzia anatomica e preziosismo della linea, compaiono alle mostre degli anni Venti e Trenta, colpendo piacevolmente la critica e il pubblico. Nel frattempo, ottiene la cattedra di arte dei metalli all’Istituto d’Arte di Napoli.

    Nel 1926 partecipa alla I mostra del Gruppo degli Artisti Abruzzesi residenti a Napoli con una serie di sculture dedicate agli uccelli, mentre nel 1929 è alla mostra del Sindacato di Napoli, con Pavoncella, Rapace, Berta minore, Soldato morente e Acquatici. Nell’anno seguente vi presenta Gazza ladra e Inverno e nel 1932 Aquila e La difesa della stirpe. Con Falco giocoliere prende parte alla Quadriennale di Roma del 1935 e con Sparviere a quella del 1939.

    Linee asciutte e volumi solidi e pieni caratterizzano tutte le sue sculture di uccelli degli anni Trenta e Quaranta, come Colombo e Nibbio. Continua a dedicarsi alla scultura, con una gestione più morbida  e meno severa dei contorni fino agli anni Cinquanta. Muore a Napoli nel 1969.

    Elena Lago

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    Opere di Ennio Tomai


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