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Pittore

Ettore Tito


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Ettore Tito

( Castellammare di Stabia 1859 – Venezia 1941 )

Pittore

    Ettore Tito

    Ettore Tito giunto assai presto a Venezia dalla natia Napoli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Pompeo Marino Molmenti. Dagli esordi nel segno di Giacomo Favretto, per l’attenzione all’aneddoto curioso, e di Mariano Fortuny, nella spigliatezza del segno pittorico, Tito ben presto si distanziò aggiornandosi sulla locale tradizione del settecento veneziano e derivandone una personale freschezza stilistica sino allora inusitata.

    Da qui una serie di successi nazionali e internazionali, iniziati con l’acquisto da parte della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma de La pescheria vecchia a Venezia del 1887 e culminati con la medaglia d’oro conquistata all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1900. Con La deposizione nel 1911 vinse un altro importante riconoscimento che gli permise di vendere quest’opera al Museo di Buenos Aires e contemporaneamente di aprire importanti contatti commerciali con il florido mercato collezionistico argentino.

    Il dipinto della Galleria Berardi, firmato e datato in basso a destra “E.Tito 915” raffigura una tranche de vie di lavoro quotidiano, il trasporto del fieno, ripreso nel culmine dello sforzo fisico. Da sottolineare l’assenza di qualsiasi tono moralistico o ironico nel racconto del quotidiano di opere del genere di Tito che dispiega tutta la sua abilità tecnica per restituire semplicemente uno schietto realismo di matrice post-impressionista. L’opera è una seconda versione di un lavoro eseguito alcuni anni prima, quel Raccolto del fieno a Asiago del 1911 esposto da Stefani a Buenos Aires nello stesso anno e poi venduto al collezionista Don Lorenzo Pellerano.

    Rispetto alla redazione precedente l’opera in oggetto presenta alcune varianti non rilevanti, quali l’assenza della casa sullo sfondo a destra e la resa più approssimativa della staccionata al centro della composizione. Si tratta sostanzialmente di una replica di un soggetto che riscosse un certo successo – tanto da aver rappresentato il maestro in un’esposizione d’oltroceano – eseguita quattro anni dopo la prima versione in via ipotetica a Roma dove il pittore risiedette in maniera continuativa appunto dal 1915 al 1919. In quest’ottica non è un caso che l’opera, inedita, provenga da una collezione privata di Roma, città dove è probabile sia stata custodita sin dalla sua esecuzione. Ettore Tito ebbe un’intensa attività espositiva nelle maggiori mostre italiane.

    Ricordiamo tra le altre opere presentate le seguenti: Una passeggiata ai giardini di Venezia, Una mattina di sagra al Lido e Sulla fondamneta Venezia, esposte nel 1883. E ancora Pescheria, diversi Ritratti, Sul Campazza a Santa Marta, L’estate e La fortuna. Testo Galleria Berardi.

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    Opere di Ettore Tito


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