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Pittore

Gabriele Carelli


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Gabriele Carelli

( Napoli 1820 - Londra 1900 )

Pittore

    Gabriele Carelli

    Gabriele Carelli, figlio di Raffaele e fratello del più noto Gonsalvo, deve in realtà la minor fama in Italia al suo prolungato soggiorno londinese. La prima formazione la ebbe seguendo gli imprescindibili esempi dei familiari e, in particolare, disegnando dal vero architetture in occasione di un soggiorno romano databile al 1837.

    Questa esperienza lo dovette segnare a fondo vista la predilezione per le vedute e per gli interni, che lo contraddistinse da qui in avanti. Peculiari della sua sigla stilistica la vivacità cromatica e la tecnica spigliata accompagnata ad un rigore prospettico che riporta alla mente i lavori del belga Frans Vervloet.

    Le presenze alle mostre borboniche degli anni ’40 ratificano questa specializzazione: nel 1841 espose L’interno di una cappella e nel 1845 Il sepolcro di Iacopo Sannazzaro (Napoli, Museo di Capodimonte) e La sacrestia di San Domenico Maggiore (Napoli, Avvocatura Erariale), entrambi meritevoli della medaglia d’oro e dell’acquisto reale. E’ un periodo particolarmente favorevole al pittore: il successo gli procura le commissioni di Kappen Craven relative ad alcune vedute del salernitano e della serie dei disegni Sepolcri di Napoli.

    Nel 1847 si trasferì per alcuni mesi a Chatsworth a seguito di un importante mecenate del padre, il Duca di Devonshire, iniziando quel rapporto con la committenza inglese che dovette tanto condizionare il suo percorso futuro. Allo stesso anno è datata questa fine veduta raffigurante una Partita di caccia a Torre del Greco, ascritta in precedenza a Giacinto Gigante da Felice De Filippis.

     La restituzione della paternità a Gabriele Carelli è indubitabile per la presenza dell’inconfondibile monogramma, “G” e “C” sovrapposte, presente anche nel Chiostro grande della Certosa di San Martino del 1853 e nel Coro della Chiesa della Certosa di San Martino visto dal Capitolo, entrambi esposti presso il Museo di San Martino a Napoli. Si tratta dunque di opere appartenenti ad un periodo particolarmente felice per il maestro: i successivi acquisti reali avvenuti nel 1851 (Interno della chiesa di San Giovanni a Malta) e nel 1855 (Interno della Cattedrale di Salerno) ne danno una precisa conferma.

    Successivamente a partire dal 1866 iniziò il lungo soggiorno londinese, che terminerà nel 1892, contraddistinto dagli incondizionati favori della casa reale e del mondo accademico – divenne infatti membro della Royal Society – per la sua produzione di acquerelli ispirati ai numerosi viaggi che andava via via facendo: dalla Spagna alla Grecia, dalla Germania all’Africa. Il successo internazionale venne poi sancito nel 1881 con la medaglia d’oro conquistata all’Esposizione internazionale di Boston.

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    Opere di Gabriele Carelli


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