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Scultore

Pietro Tenerani


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Pietro Tenerani

( Torano 1789 - Roma 1869 )

Scultore

    Pietro Tenerani

    Quotazioni di Pietro Tenerani

    Le sculture in marmo di Pietro Tenerani hanno quotazioni da 1.500 euro e raggiungono i 22.000 euro se di piccole o medie dimensioni. Tra i 25.000 e i 45.000 euro le opere più complesse dal punto di vista compositivo e di grandi dimensioni. Cifre maggiori per i grandi capolavori puristi, fino a 80.000 euro.

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    Biografia

    Pietro Tenerani nasce nel 1789 a Torano, un piccolo borgo nei pressi di Carrara. Fin da giovane viene spronato a intraprendere la carriera artistica dallo zio, lo scultore Pietro Marchetti (1766-1846), futuro direttore dell’Accademia di Carrara dal 1835. Proprio qui, Tenerani si iscrive in giovane età, ricevendo gli insegnamenti di Jean-Baptiste Frédéric Desmarais (1756-1813) e Lorenzo Bartolini (1777-1850).

    L’arrivo a Roma e l’influenza di Canova

    Durante i primi anni di studio, il talento di Tenerani viene subito riconosciuto, tanto che nel 1813 ottiene il prestigioso Pensionato per Roma. Nella capitale, entra nello studio di Antonio Canova (1757-1822), approfondendo la sua formazione. Durante questo periodo invia all’Accademia numerosi lavori che mostrano una progressiva inclinazione verso l’arte purista, guadagnandosi l’ammirazione di Canova e di Bertel Thorvaldsen (1770-1844), con cui studierà a partire dal 1817.

    Fin dagli anni della giovinezza, Tenerani dimostra una naturale predisposizione per un modellato raffinato, che affascina l’alta società, gli intellettuali e i critici del tempo. Anche l’aristocrazia europea, attratta dall’elevata qualità formale delle sue opere, commissiona a Tenerani diverse opere in cu, progressivamente, il neoclassicismo iniziale cede il passo a un Purismo più consapevole, in linea con la poetica di Lorenzo Bartolini, amico e collega dell’artista.

    Il linguaggio purista e l’affermazione internazionale

    Tra i primi lavori eseguiti dopo il suo trasferimento a Roma, si distingue Paride che offre il pomo a Venere. Tuttavia, il successo vero e proprio arriva nel 1819 con Psiche, conservata alla Galleria Nazionale d’Arte di Roma. L’opera riscuote un tale consenso che l’artista ne realizza diverse varianti, tra cui le quattro versioni di Psiche abbandonata, quella acquistata da Pietro Giordani e la Psiche svenuta, oggi all’Hermitage di San Pietroburgo, commissionata dal Conte Sommariva.

    Durante gli anni Venti, le tematiche mitologiche permettono a Tenerani di imporsi sulla scena artistica internazionale. Tra le varie commissioni spiccano quelle di Juliette Récamier, per un dono allo scrittore René de Chateaubriand, del granduca di Russia e di esponenti della nobiltà francese e inglese. A Roma, Tenerani è coinvolto in importanti progetti per chiese e palazzi, affermandosi come una figura di spicco nel movimento purista. Nel 1849 firma il Manifesto del Purismo, redatto da Antonio Bianchini, sostenendo l’idea che arte e scultura debbano trarre ispirazione dal linguaggio artistico del Quattrocento, in particolare da Raffaello.

    La maturazione purista si nota a partire dal rilievo Eudoro e Cimodoce, realizzato per Juliette Récamier come dono per Chateaubriand, ma anche nei ritratti di straordinaria intensità e sobrietà come quelli della Principessa Wolkonski e di Zenaide Bonaparte. Tra le sue opere più importanti: il Monumento Severini in San Lorenzo in Lucina (1822), il Monumento al Conte Orloff (1835, gesso al Museo di Roma), e la Flora commissionata dal futuro zar Alessandro II nel 1838, conclusa nel 1840 e oggi all’Hermitage. Nel 1844 intraprende un viaggio in Europa, ospite delle principali corti di Monaco, Dresda, Vienna e Trieste. Due anni dopo, partecipa a un’esposizione a Londra, nel pieno della sua affermazione artistica. Nel 1856 viene nominato presidente dell’Accademia di San Luca.

    Nel 1846 completa la Deposizione per la Cappella Torlonia in San Giovanni in Laterano, un’opera dal tono pittorico grazie all’abile uso delle sfumature del marmo. Nel 1854 realizza il celebre Pellegrino Rossi, considerato uno dei suoi capolavori per l’introspezione psicologica e la resa realistica, mentre nel 1856 termina il Monumento a Pio VIII per la Basilica di San Pietro, esempio della sua ricerca formale più matura, orientata al chiaroscuro e a una resa quasi cromatica del marmo.

    Tenerani continua a lavorare alla scultura fino agli ultimi anni della sua vita, mantenendo un ruolo centrale nella ritrattistica e nella scultura dell’epoca. Muore a Roma nel 1869.

    Elena Lago

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