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Raffaello Tancredi


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Raffaello Tancredi

( Napoli 1837 - dopo il 1910 )

Pittore

    Raffaello Tancredi

    Pittore napoletano. E’ allievo dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, ottenne la pensione governativa pel triennio 1864-67 a Firenze; nel 1868 si presentò col quadro: “Buoso da Doero riconosciuto dai suoi concittadini”.

    Però l’esito di questo concorso fu assai contrastato fra il Tancredi ed il Focosi, che riuscì ad avere per sè quel premio che prima volevasi dividere fra i due.

    All’Esposizione Nazionale di Milano, nel 1879, espose il “Caracciolo”, che per tradimento del servo, è arrestato dalle bande della Santa Sede, bellissimo quadro, che fu acquistato da S. M. il Re Vittorio Emanuele II.

    Pregevoli lavori del Tancredi, sono: “I galanti a Boboli nel secolo passato”; “Andate a guadagnare”; “Paisiello incarcerato per avere scritto un inno repubblicano è liberato dai musicanti dei reggimenti russi di guarnigione a Napoli”; “Il banditore di vino a Napoli”; “Per i mercati d’Oriente”; “Gli schiavi bianchi”; “Pirati”; “La saccoccia bucata”; “Giulio II sulle mura della città di Mirandola dopo averla espugnata”; “La giovinezza di Ferdinando IV”, esposto a Napoli ed a Parigi, ed “Un celebre maestro di musica incarcerato”, che si acquistò le simpatie dei visitatori dell’ultima mostra a Torino.

    Di questo il critico Virgilio Colombo scrive:

    «In questo quadro c’è molta maestria, un fare largo e spigliato, c’è varietà e soprattutto vita.

    In ciascuna tela poi abbiamo una pagina della nostra storia.

    Nella prima il re lazzarone, attorniato dai cortigiani, in mezzo ai trofei della caccia, dalla quale ritorna, se ne sta sdraiato in maniche di camicia, esaltando le sue facili gesta; i cani riposano col muso fra le zampe e la regina Carolina, stringendo un frustino, come per spezzarlo, ferma il suo sguardo pieno d’odio in quello d’impazienza e di sprezzo che il ministro Tanucci volge a Ferdinando.

    O perchè Tancredi non ha mandati di siffatti lavori alla Mostra Nazionale, e ci sta dinanzi solo con un bel quadro di genere?

    Narrano i suoi amici che l’invasione rumorosa della bizzarra pittura avvenirista abbia scorato l’egregio artista già malaticcio per febbri.

    In ogni modo questa è un’attenuante, che noi non indugiamo ad accettare, grazie specialmente alla grande naturalezza dei campioni del popolo napoletano, che egli ci ha presentati, e soprattutto pel protagonista di quella tela: “Il banditore di vino….”.

    Questa è una pagina della storia contemporanea e Napoli vi è ritratta in tutta la sua chiassosa indolenza».

    Il Tancredi è oggi professore all’Accademia di Belle Arti e cavaliere della Corona d’Italia.

     

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