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Pittore

Vincenzo Caprile


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Vincenzo Caprile

( Napoli 1856 - 1936 )

Pittore

    Vincenzo Caprile

    Appartenendo a famiglia agiata potè seguire i corsi regolari di studii nell’Istituto di Belle Arti di Napoli, senza il pungolo incalzante della fretta per la necessità dell’immediato guadagno. Nè questa comodità di vita intiepidì l’amore che egli sentiva per l’arte; anzi, questo amore parve divenire più fervido a misura che il giovane studente ingrandiva la sua visione artistica, sotto la sapiente direzione di maestri, che si chiamavano Gabriele Smargiassi, Filippo Carrillo e, in seguito, Domenico Morelli, dal quale doveva apprendere tutta la intensa espressione che, in pochi tratti, il Maestro dava alle sue figure.

    Ma, raccolti i principii della buona scuola, Vincenzo Caprile pensò che meglio e più del rigido sistema accademico gli dovesse valere l’osservazione diretta della natura, dalla quale l’artista che sa sentire ricava più profitto che dalla fredda teoria. Con Alceste Campriani, quindi, e con Federico Rossano studiò e lavorò lungamente in campagna.

    In questo secondo periodo egli completò la sua educazione artistica e si formò quell’impronta personale che, poi, doveva farlo ben distinguere in tutta la sua produzione, tutt’altro che scarsa, tutt’altro che mediocre. I motivi dei campi sempre rinnovantisi e sempre palpitanti di vita schietta serena ispirarono quei mirabili quadri, “La dote di Rita” e “Chi mi vuol bene mi segua”, che in più di trent’anni, dacché comparvero nelle importanti Esposizioni Nazionali di Torino e Milano, hanno avuto migliaia e migliaia di riproduzioni oleografiche.

    Valsero, forse, a riabilitare questo volgare sistema commerciale di riproduzioni, perché la leggiadria del soggetto e la freschezza del colorito ben giustificavano l’ansia con la quale si ricercavano i facsimili, non potendosi contendere gli originali alla Marchesa d’Andrè e a Edoardo Sonzogno, che li avevano acquistati con vero entusiasmo. Pochi anni dopo questo bellissimo successo, e cioè nel 1888, il Caprile si recò a Buenos-Ayres, dove eseguì varii ritratti.

    La patria, però, lo richiamò subito a sè e, alla distanza di un anno, era di nuovo a Napoli. La pittura di Vincenzo Caprile è sopratutto gentile, e in questo aggettivo noi vogliamo esprimere e comprendere tutto l’elevamento verso il nobile, che il pittore squisito sa ricavare da un soggetto anche volgare, che resta, però, sempre vero nella più completa espressione della parola.

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    Opere di Vincenzo Caprile


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