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Pittore

Alceste Campriani


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Alceste Campriani

( Terni 1848 - Lucca 1933 )

Pittore

    Alceste Campriani

    Alceste Campriani nasce a Terni nel 1848, ma nel 1861 si sposta a Napoli con la famiglia, dato che il padre, dopo aver partecipato ai moti del 1860 è costretto a fuggire dallo Stato Pontificio. Nella città partenopea, Campriani, si iscrive all’Accademia di Belle Arti, dove stringe amicizia con Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito, e Antonio Mancini.

    Si avvicina dunque al realismo di Filippo Palizzi, elemento testimoniato dal saggio scolastico del 1865, Capodimonte. Nel 1867 partecipa alla Promotrice napoletana con Delle guerre gli errori meditate, ancora molto legato al linguaggio palizziano.

    In seguito però, Alceste Campriani si avvicina ai modi della Scuola di Resina e quindi le sue tele sembrano superare il calligrafismo di stampo palizziano per approdare ad un cromatismo più sintetico e meno dettagliato, sulla scia di Marco De Gregorio e Federico Rossano.

    Già i paesaggi presentati a Napoli alla fine degli anni Sessanta sono evocativi di una gestione nuova della pennellata, ma anche di una verità sincera e tangibile. Impressione di una pioggia ed Effetto di neve, esposti alla Promotrice napoletana del 1871, dimostrano questi sviluppi, anche se di lì a poco Campriani si troverà di fronte ad un altro cambiamento.

    Proprio nel 1871 è di ritorno a Napoli dopo il soggiorno parigino Giuseppe De Nittis, che inizialmente aveva militato attivamente nella Scuola di Resina. Parigi però lo avvicina ad una pittura più mondana e alla moda, grazie alla conoscenza del mercante Adolphe Goupil, che decide di presentare a Campriani.

    Firmato il contratto che lo lega a Goupil dal 1871 al 1884, l’artista soggiorna tra Londra e Parigi per poi fare ritorno a Napoli intessuto di un linguaggio nuovo. Non solo si avvicina a tematiche alla moda, ma anche la pennellata si fa più leggiadra e vaporosa e la tavolozza luminosissima, sull’esempio di quella di Mariano Fortuny.

    Quindi, i colori schietti e scuri della Scuola di Resina mutano completamente, insieme ai soggetti, basta pensare a quelli che espone nel 1880 a Torino: Ritorno da MontevergineCaccia agli uccellini e Baja di Napoli. Ottiene un notevole successo a livello internazionale, proprio grazie alla scelta di temi mondani e leggeri, cari al gusto Goupil, che lo portano ad esporre a Parigi, Vienna, Londra, Nizza, Buenos Aires.

    L’influenza di Fortuny e Michetti si fa sentire soprattutto nei paesaggi degli anni Ottanta, quando si fa pienamente interprete della pittura di luce partenopea. Ne abbiamo un esempio in Ritorno al pascolo del 1884, realizzato con tocchi di luce, ma anche in MergellinaBosco Acquarium presentati a Napoli nel 1885. All’Esposizione Nazionale di Venezia del 1887 invia Ottobre verso CavaSolitudineTra Vietri e CavaIn agosto e Partita a bocce.

    Risalgono invece al 1891 Una via d’Amalfi, Costiera d’AmalfiIn aprile Autunno a Capri. Naturalmente l’allontanamento da Goupil limita di meno la scelta tematica di Campriani, che elabora paesaggi irradiati da una luce chiarissima. Scirocco sulla costa di Amalfi compare alla I Biennale del 1895, mentre Tramonto a quella del 1897.

    Nello stesso anno realizza anche un Paesaggio per una sala del Caffè Gambrinus di Napoli. Ben sette opere vengono presentate alla Biennale del 1903, che dimostrano, tra l’altro, un soggiorno di Campriani in Toscana: Ultimi raggi sul Canale di ViareggioSpigolaturaPiazza napoleone a Lucca.

    Continua a dipingere per tutti gli anni Dieci e Venti, partecipando alla Biennale di Venezia fino al 1926. Molti dipinti vengono dedicati alle campagne e alle spiagge toscane, proprio perché dal 1911 al 1921 ricopre l’incarico di direttore dell’Accademia di Lucca. Muore in questa città 1933.

    Elena Lago

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