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Pittore

Federico Cortese


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Federico Cortese

( Napoli 1829 - 1913 )

Pittore

    Federico Cortese

    Federico Cortese, che oggi, nella ben tarda età di ottantaquattro anni, lavora ancora con tanto buon gusto, studiò pittura in Napoli, suo paese natale, per breve tempo, quindi andò a Roma, per completare la sua educazione artistica, e vi rimase dal 1855 al 1804, avendo a compagni affettuosissimi il Barabino, il Vertunni, l’Ussi ed altri. Gagliardo campione di una schiera di valentissimi paesisti, è stato un lavoratore indefesso e tenace; conta infatti un rispettabile numero di Esposizioni, fra italiane ed estere, e cioè quarantaquattro.

    La sua lunga carriera artistica è trascorsa in continui successi. La prima Mostra alla quale prese parte, fu quella del R. Museo Borbonico napoletano, nel 1859, in cui espose due paesaggi, che incontrarono immediatamente il plauso di quanti erano intenditori di arti belle. In seguito, espose a Parigi dei quadri, che trovarono acquirenti in S. M. il Re Vittorio Emanuele II e nel Ministero della Pubblica Istruzione di Francia.

    Da quell’epoca, non fu bandita Mostra, sia in Italia che nell’estero, senza che il Cortese ne ricevesse invito e, così, a citar solo le Esposizioni estere, si ha che apparvero quadri di lui, successivamente, a Parigi, con costante frequenza e poi ad Anversa, a Londra, a Berlino, a Monaco di Baviera, a Vienna, a Bruxelles, a Pietroburgo, a Saint Louis, a Santiago del Chilì e, recentemente a Barcellona.

    Pur avendo ereditata la scuola dei grandi maestri del suo tempo, Federico Cortese ha così bene assimilato gli insegnamenti di quelli che erano già illustri, quando egli appena iniziava con lo studio indefesso e col grande amore per arte, a farsi una scuola propria che lo rese a sua volta, maestro, sicchè i suoi dipinti furono in ogni tempo, come ancora oggi sono caratteristici: nella bella pittura del Cortese si scorge agevolmente una nota personale spiccatissima.

    Paesista illustre, egli mai si è accontentato di riprodurre il quadro che la natura gli esponeva davanti, tal quale ogni occhio profano lo avrebbe visto, ma il suo senso estetico, la sua visione artistica gli hanno sempre consigliato di rendere più bello, sulla tela, ciò che all’aria libera vedeva.

    E così laddove un fiume, scorrendo liberamente, senza alcuna interruzione, poteva apparir monotono, egli vi aggiungeva un gruppo di animali o di uomini al quadro, qualche cosa, insomma, che rendesse il paesaggio più poetico e l’occhio vi si riposasse come attratto da una simpatica visione. Sempre seguendo, poi, questa sua maniera di interpetrare gli svariati aspetti della natura che era il suo credo artistico, egli ha prodotto un numero considerevole di tele, che gli han fruttato meritatissimi onori.

    Ed, infatti, si trovano lavori di questo illustre pittore nelle reggie di Napoli, di Roma, di Milano e di Torino, in varie gallerie pubbliche e in moltissime private. Nel 1870 fu giurato alla Mostra Nazionale di Parma e sostenne con tutta la sua bella coscienza artistica che si dovesse attribuire il premio all’opera “Colombo” del Monteverde.

    Alla IV Esposizione Nazionale di Torino del 1880, per il quadro “Il bosco di Capodimonte”, ottenne il diploma che quella giuria assegnava ai grandi paesaggi, e l’opera fu acquistata dal Ministro della Pubblica Istruzione, De Santis, e destinata alla Galleria di Arte Moderna di Firenze. I quadri del Cortese maggiormente apprezzati sono, oltre “Il bosco di Capodimonte” già citato, “Un paesaggio”, “Sant’Arcangelo di Cava”, “Crepuscolo”, “Alla fontana”, “Rive d’Amalfi”, “La Marna presso Parigi”, “Solitudine”, “Champigny”, “Sbocco della foresta”, “Calma”, “Pescarenico”, “Villaggio”, “Posillipo”, “Poestum”, “Acque stagnanti”, “Valle del Partenio”, “In libertà”, “Foce verde”, “Verso sera”, “Tramonto”, “Vita dei campi”, ecc.

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