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Pittore

Antoine Claude Ponthus Cinier


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Antoine Claude Ponthus Cinier

( Lione 1812 – 1885 )

Pittore

    Antoine Claude Ponthus Cinier

    Antoine Claude Ponthus Cinier nasce a Lione nel 1812. Dopo una prima formazione all’École des Beux-Arts di Lione, si sposta a Parigi per frequentare lo studio di Paul Delaroche.  È specializzato nella veduta classica, che richiama, soprattutto ai suoi esordi, il modello seicentesco e lorrainiano di un paesaggismo ampio e luminoso.

    L’impostazione tradizionale della veduta si nota dalla minuziosità disegnativa e dalla presenza di particolari naturalistici inseriti però in una dimensione aperta e quasi sempre pervasa da quella luce dorata che richiama la tradizione classicista del paesaggio ideale. Dopo aver partecipato alle prime mostre tra Lione e Parigi negli anni Trenta, nel 1841, vince il Grand Prix de Rome con un paesaggio istoriato, Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre.

    Antoine Claude Ponthus Cinier a Roma: le vedute tra classicismo e Romanticismo

    Giunto a Roma nel 1842, il pittore di Lione si unisce alla colonia di artisti francesi dell’Accademia di Villa Medici. Diretta in quegli anni da Jean-Victor Schnetz, succeduto da poco a Ingres, incoraggia gli artisti a prediligere lo studio en plein air da condurre non solo nel centro storico, ma anche e soprattutto nella campagna romana.

    Anche Antoine Claude Ponthus Cinier, durante gli anni di pensionato italiano, esegue una lunga serie di vedute di Roma e delle campagne circostanti, allontanandosi gradualmente dalla rigidità del paysage classique, per dare spazio ad inquadrature più personali e indirizzate al vero, che ricordano quelle di Camille Corot.  Tra i paesaggi più importanti di questi anni italiani, presentati a diverse edizioni del Salon de Lyon, vi sono Les Bords du Tibre à Narni, Effet du soir de la Sabine, Souvenir de la villa Pamphili à Rome, Vue du Tibre dans la campagne de Rome, Les Bords de la mer à Neptunio.

    Tra le opere decisamente legate ad un paesaggismo classico e maestoso, colto nella sua vena più scenografica, si segnala la Veduta di Roma al tramonto con Castel Sant’Angelo e San Pietro. La luce rossastra ed emozionante del tramonto romano proviene dai raggi di sole che si propagano da dietro il Castello e che illuminano il cielo vespertino e le nuvole rosate che fanno da cornice alla cupola di San Pietro, in questo punto di vista ripreso da un’ansa del fiume. Anche nelle placide acque del Tevere, solcate da una barca che sta attraccando, si riflette la luce rossa del meraviglioso ed ampio tramonto romano.

    Dopo il soggiorno italiano, in cui il pittore tocca altre città oltre Roma, come Firenze, Napoli, Venezia e Genova, rientra in Francia dopo il 1844. Partecipa al Salon de Lyon fino agli anni Ottanta, portando avanti la sua identificativa cifra che lo pone tra l’eredità del paesaggio classico e un romanticismo nitido e, a tratti, pittoresco.

    Elena Lago

     

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    Opere di Antoine Claude Ponthus Cinier


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